Menu di navigazione

 
Lucore d'acque

«L’ho scritto per me, mi piacerebbe che fosse un momento di bellezza per chi lo legge. Ad un certo punto chissà se qualcuno riuscirà a trovare qui dentro qualche risposta a questa vita inquieta. Non aspiro a nient’altro». Humilis nel senso ampio del termine – umile d’animo, umile come la terra che lavora – Giacomo Gusmeroli ora non è più il “poeta contadino”. Ora è poeta e contadino. Dopo l’esordio nel 2008 della prima raccolta “Apprendista della parola” e della seconda “Magnalia” a braccio con Gianfranco Avella, la soddisfazione di vedersi tradotto ad un Festival di poesia internazionale americano, adesso profuma di stampa “Lucòre d’acque” (Studio64 Edizioni), 135 pagine fitte fitte di poesie che raccontano come Gusmeroli stia diventando “grande”, come il suo percorso di riscoperta interna, ma anche linguistica e semantica, stia procedendo.
Bello il titolo, “Lucòre d’acque” che traluce purezza.
«L’acqua, indispensabile per la terra, è fondamentale per me. Il titolo emana luce, quella luce che cerco di trovare. Nella raccolta ci sono i temi a me cari, come la terra e le persone, ma c’è anche qualcosa di più interiore, le fasi dell’esistenza, le esperienze. Le poesie sono frutto del lavoro di 2 o 3 anni. Chiamiamolo percorso di vita».
Un continuo mutamento?
«Certo in cosa si scrive e in chi scrive. Mi capita spesso di scrivere e poi di riprendere in mano il componimento, magari dopo un po’ di tempo, e chiedermi: “Ma è roba mia?”. Mi pare come di rivedere la mia esistenza da spettatore. Lo scavo interiore è forte, ognuno di noi ha dentro di sé cose che non credi e che, a volte, non riconosci. Certi flash sono una scoperta di te».
Dunque è facile rinnovarsi sempre nella scrittura?
«Secondo me le tematiche rimangono, ma sei tu a cambiare e a cambiare il modo di scrivere. C’è una ricerca nell’affinare il modo di esprimere. Ad esempio io sono in studio sempre, ho con me i miei “maestri”. Il campo si è aperto, amo molto i poeti americani viventi come Seamus Heaney, Derek Walcott e Charles Wright. E poi apprezzo  Rimbaud  e Hölderlin,   Eluard,  Ungaretti, Virgilio  e  Leopardi. Amo anche i pilastri della grecità uno su tutti Ritsos».
Quando legge prima ancora di comporre?
«Quando vado nel mio orto a vangare, sono sempre pieno di libri, mi fermo ogni tanto, mi siedo, leggo. Il sabato parto alla mattina e sto tutto il giorno lì. E’ una pace dei sensi, una meraviglia».
E poi c’è la composizione.
«Esatto, ma quella non è sistematica. Ed è uno sfogo dell’anima. Penso alla poesia della nuova raccolta cui sono molto legato, dedicata a mio papà, ad “Attimo eterno” dedicata a mia figlia Matilde. La guardo e per me questi attimi sono eterni. “Lucore d’acque”, che dà il nome alla raccolta, è dedicata a un religioso importante, la persona che mi ha insegnato a lavorare la terra. “I tempi della vita” parlano del residuo di tempo, della carne che si sperpera. E poi “Transito” dedicata a San Francesco».
Interessante il tipo di scrittura, a volte in corsivo, a volte in grassetto, perché?
«Scrivo come mi viene. È questa la verità. E la scrittura nel testo corrisponde a come avevo concepito inizialmente la poesia. Sono stato molto severo su questo aspetto. Difatti sono state fatte cinque prove di stampa. Scrivere poesie è una cosa che auguro a tutti. Credo che ognuno abbia un dono a livello artistico e che debba scoprire la propria arte, perché è quella che ci salva».
Cosa si aspetta da questa raccolta?
«Nulla di trascendentale, assicuro. E’ bello aver riunito tutte le poesie, ora sono qui. In questo libro. Io sono un disordinato, ho mille fogli in giro. Questa pubblicazione è di per sé un ordine di testa. Quando si è scritto la parola è andata, Rainer Maria Rilke nella “lettera al giovane poeta” dice di scrivere perché piace a te e basta. Per me basta così».

 



di Clara Castoldi

Ritorna alla pagina precedente
Abriga.it nasce come portale della cultura, delle tradizioni, delle bellezze paesaggistiche del territorio di Aprica.
Nelle pagine si potrà trovare tutto ciò che ha attinenza con la nostra storia, ma anche con l'attualità.
Pagina creata in: 0.005 sec
Tutto il materiale in questo sito è © 2004-2020 di Abriga.it C.F. 92022100140 Informativa legale

All rights reserved