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Vecchio 03-08-10, 09:25   #3
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Predefinito Riferimento: Vincenzo Zitello - Teglio 2010

Un concerto alle 11 di mattina è di per sé una novità. Non nuova, invece, la location il suggestivo chiostro di palazzo Besta di Teglio, abituato ad ospitare eventi culturali, musicali e artistici. E ieri il personaggio che il “Teglio teatro Festival Valtellina” ha ospitato è proprio un innovatore dell'arpa celtica considerato, per talento e tecnica, uno dei più importanti arpisti del mondo: Vincenzo Zitello.
Un “grande” (qualche anno fa si era splendidamente esibito a Tirano) che, domenica, è arrivato quasi in punta di piedi a palazzo Besta con la sua auto da cui ha scaricato le due arpe – una celtica e una bardica – che ha posizionato nel centro del chiostro già mezz’ora prima che iniziasse il concerto. Spesso è il pubblico che attende gli artisti, in questo caso Zitello – puntuale e di grande affabilità – comincia a suonare che sono appena le undici, proponendo “Atlas” un percorso con successione di pezzi legati alla musica latino – americana e alla musica irlandese e celtica. Nel concerto Zitello alterna brani all’arpa celtica, il cui suono è più intenso per via delle corde di budello, e all’arpa gaelica con un suono più squillante ed energico dato dalle corde di metallo. Cambia il suono, immutata rimane la sua capacità di rendere la musica fra il melodioso e l’orecchiabile, virtù non sempre alla portata di tutti. Il musicista propone “Civiltà celesti” alla bardica sulla leggenda dell’arrivo di S. Patrizio in Irlanda, “La rinascita dell’arpa celtica” brano espressionista in progressione che può essere rielaborato come una tema jazz e, ancora, “Pesce d’oro” per arrivare al clou con la presentazione di un brano per due arpe, suonato a mo’ di cornamusa che stupisce e incanta il pubblico. Di Zitello è la particolarità di suonare contemporaneamente le due arpe, come rivelerà alla fine ai fan che lo accerchiano per colmare diverse curiosità su questo strumento spesso negletto, ma fra le dita sinuose di Zitello è assurto a “nobiltà”.
Il concerto sta per finire ma il pubblico non si decide ad alzarsi dalle sedie tanto che l’arpista chiede: «Non siete ancora stanchi?». E così che – dopo essersi assentato per limarsi le unghie, necessario e curioso accorgimento per un arpista - vengono regalate ancora due chicche: un brano della buona notte suonato anche per cullare i bambini e una serie di sette brani stretti all’osso puro, fra cui un valzer proposto con la tecnica del fingerpicking (il “pizzicare con le dita”). Calorosi gli applausi di ringraziamento del pubblico che ha apprezzato in Zitello quest’arpa strumento-ponte, solidamente sospesa tra le sponde di antiche culture musicali e gli affascinanti territori delle più moderne innovazioni tecniche e tecnologiche.
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