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Degne di nota La notizia in tempo reale....... o quasi

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Vecchio 20-01-15, 16:59   #1
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Predefinito Giorno della Memoria: Rwanda è qui

“E’ ormai consuetudine nel Comune di Sondrio dare al Giorno della Memoria un significato particolare di riflessione civile e di impegno alla memoria di quello che è stato il genocidio più grande della storia. Ma dall’anno scorso, nonostante lo Shoah resti un episodio di dimensioni e crudeltà indicibili, abbiamo deciso di ampliare lo sguardo su quelli che purtroppo sono stati altri genocidi avvenuti nel Novecento - spiega Marina Cotelli, assessore alla Cultura del Comune di Sondrio -. Ecco perché l’anno scorso abbiamo parlato del genocidio Armeno, mentre quest’anno parleremo di quello avvenuto nel Rwanda nel 1994. Uno dei genocidi più efferati, nel quale in soli 100 giorni sono morte un milione di persone”. Un genocidio complesso e contemporaneo, anche se non nelle sue origini e nella sua storia, che non ha mai avuto la giusta visibilità e denuncia. E a spiegare la storia del Rwanda e del perché si è giunti a un tale dramma è intervenuta Fides Marzi Hatungimana, delegata della Azione Internazionale Diaspora Burundese, AIDBU-Italia, che ha spiegato come “La drammatica vicenda del Rwanda è spesso passata come una vicenda nata sul momento, quando in realtà è una vicenda che nasconde delle radici molte profonde, iniziate con il potere nato sotto il colonialismo e arrivate fino a quei tre mesi (dal 6 aprile al 16 luglio 1994) in cui avvenne il genocidio” spiega Fides Marzi Hatungimana.
Per non dimenticare, per aprire un varco di conoscenza e di riflessione martedì 27 gennaio, nel Giorno della Memoria, anche Sondrio offre tre momenti ai quali sono invitati tutti i cittadini.
Alle ore 10.30 al Parco delle Rimembranze (via C.Battisti), il luogo dove nel nostro capoluogo vengono ricordati gli oltre 60 ebrei che vennero traditi, presi prigionieri, deportati e persero la vita, si terrà una cerimonia pubblica.
Alle ore 17.30 si terrà un incontro pubblico alla Biblioteca Rajna Sondrio dal titolo “Genocidi dimenticati: l’olocausto del popolo rwandese” con la partecipazione di Marco Cortesi e Mara Moschini attori protagonisti dello spettacolo “Rwanda. Dio è qui” e con Fides Marzi Hatungimana, delegata della Azione Internazionale Diaspora Burundese, AIDBU-Italia.
Alle 21.00 spettacolo teatrale “Rwanda. Dio è qui” andrà in scena alla Sala Polifunzionale Don Vittorio Chiari (ex Don Bosco).


“Rwanda. Dio è qui”
6 aprile 1994. Ore 20:23 - aeroporto Kanombe - Kigali - Rwanda - Centro Africa. Il Dassault Falcon francese sigla 9XR-NN si schianta nel giardino della villa presidenziale colpito da un missile terra-aria. Tutti morti i 3 membri dell’equipaggio e i 9 passeggeri, tra questi Juvenal Habyarimana, presidente della Repubblica africana del Rwanda. Poche ore dopo comincia l’inferno in quello che è stato definito il genocidio più veloce e sistematico della Storia umana. 800.000 morti in 104 giorni. 10.000 vittime al giorno, 400 ogni ora, un omicidio ogni 10 secondi. All’interno dello scenario di una della pagine più drammatiche, controverse e dimenticate del nostro presente, una storia vera di eroismo, umanità e amore. Cécile, una giovane donna tutsi, è in fuga insieme al marito Paul e alla figlia Sophie, quattro anni, nel disperato tentativo di oltrepassare una delle migliaia di barricate che in quelle ore si ergono a ogni incrocio. La radio istiga la popolazione a “farla finita con i tutsi”. Ogni vero hutu prenda il machete e faccia il suo dovere. La quotidianità della convivenza lascia il posto ad una caccia all’uomo
d’immani proporzioni. Alla barricata uomini armati di machete controllano ogni documento. Chi presenta il nome sbagliato viene ucciso.
Poco lontano Augustin, un giovane Hutu, è chiamato a compiere il suo dovere per vendicare la morte del Presidente incitato dal cugino Emile: «È arrivato il momento, Augustin! Tira fuori il machete. Ammazziamoli tutti!». Sarà il destino a unire queste due storie apparentemente così distanti: quella di Cécile, la giovane donna tutsi in fuga insieme alla figlia, e quella di Augustin, l’uomo Hutu, chiamato ad inseguirla e ucciderla. Ma le cose andranno oltre ogni previsione in questa storia vera di coraggio, amore e fratellanza.


Si ricorda, infine, che per tutti gli interessati la prevendita dei biglietti è presso l'Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune di Sondrio aperto il lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 16.30, il mercoledì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 17.30 (Tel. 0342 526311 / 0342 526312).
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Vecchio 22-01-15, 00:25   #2
Scoschorosa
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“E’ ormai consuetudine nel Comune di Sondrio dare al Giorno della Memoria un significato particolare di riflessione civile e di impegno alla memoria di quello che è stato il genocidio più grande della storia. Ma dall’anno scorso, nonostante lo Shoah resti un episodio di dimensioni e crudeltà indicibili, abbiamo deciso di ampliare lo sguardo su quelli che purtroppo sono stati altri genocidi avvenuti nel Novecento - spiega Marina Cotelli, assessore alla Cultura del Comune di Sondrio -. Ecco perché l’anno scorso abbiamo parlato del genocidio Armeno, mentre quest’anno parleremo di quello avvenuto nel Rwanda nel 1994. Uno dei genocidi più efferati, nel quale in soli 100 giorni sono morte un milione di persone”. Un genocidio complesso e contemporaneo, anche se non nelle sue origini e nella sua storia, che non ha mai avuto la giusta visibilità e denuncia. E a spiegare la storia del Rwanda e del perché si è giunti a un tale dramma è intervenuta Fides Marzi Hatungimana, delegata della Azione Internazionale Diaspora Burundese, AIDBU-Italia, che ha spiegato come “La drammatica vicenda del Rwanda è spesso passata come una vicenda nata sul momento, quando in realtà è una vicenda che nasconde delle radici molte profonde, iniziate con il potere nato sotto il colonialismo e arrivate fino a quei tre mesi (dal 6 aprile al 16 luglio 1994) in cui avvenne il genocidio” spiega Fides Marzi Hatungimana.
Per non dimenticare, per aprire un varco di conoscenza e di riflessione martedì 27 gennaio, nel Giorno della Memoria, anche Sondrio offre tre momenti ai quali sono invitati tutti i cittadini.
Alle ore 10.30 al Parco delle Rimembranze (via C.Battisti), il luogo dove nel nostro capoluogo vengono ricordati gli oltre 60 ebrei che vennero traditi, presi prigionieri, deportati e persero la vita, si terrà una cerimonia pubblica.
Alle ore 17.30 si terrà un incontro pubblico alla Biblioteca Rajna Sondrio dal titolo “Genocidi dimenticati: l’olocausto del popolo rwandese” con la partecipazione di Marco Cortesi e Mara Moschini attori protagonisti dello spettacolo “Rwanda. Dio è qui” e con Fides Marzi Hatungimana, delegata della Azione Internazionale Diaspora Burundese, AIDBU-Italia.
Alle 21.00 spettacolo teatrale “Rwanda. Dio è qui” andrà in scena alla Sala Polifunzionale Don Vittorio Chiari (ex Don Bosco).


“Rwanda. Dio è qui”
6 aprile 1994. Ore 20:23 - aeroporto Kanombe - Kigali - Rwanda - Centro Africa. Il Dassault Falcon francese sigla 9XR-NN si schianta nel giardino della villa presidenziale colpito da un missile terra-aria. Tutti morti i 3 membri dell’equipaggio e i 9 passeggeri, tra questi Juvenal Habyarimana, presidente della Repubblica africana del Rwanda. Poche ore dopo comincia l’inferno in quello che è stato definito il genocidio più veloce e sistematico della Storia umana. 800.000 morti in 104 giorni. 10.000 vittime al giorno, 400 ogni ora, un omicidio ogni 10 secondi. All’interno dello scenario di una della pagine più drammatiche, controverse e dimenticate del nostro presente, una storia vera di eroismo, umanità e amore. Cécile, una giovane donna tutsi, è in fuga insieme al marito Paul e alla figlia Sophie, quattro anni, nel disperato tentativo di oltrepassare una delle migliaia di barricate che in quelle ore si ergono a ogni incrocio. La radio istiga la popolazione a “farla finita con i tutsi”. Ogni vero hutu prenda il machete e faccia il suo dovere. La quotidianità della convivenza lascia il posto ad una caccia all’uomo
d’immani proporzioni. Alla barricata uomini armati di machete controllano ogni documento. Chi presenta il nome sbagliato viene ucciso.
Poco lontano Augustin, un giovane Hutu, è chiamato a compiere il suo dovere per vendicare la morte del Presidente incitato dal cugino Emile: «È arrivato il momento, Augustin! Tira fuori il machete. Ammazziamoli tutti!». Sarà il destino a unire queste due storie apparentemente così distanti: quella di Cécile, la giovane donna tutsi in fuga insieme alla figlia, e quella di Augustin, l’uomo Hutu, chiamato ad inseguirla e ucciderla. Ma le cose andranno oltre ogni previsione in questa storia vera di coraggio, amore e fratellanza.


Si ricorda, infine, che per tutti gli interessati la prevendita dei biglietti è presso l'Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune di Sondrio aperto il lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 16.30, il mercoledì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 17.30 (Tel. 0342 526311 / 0342 526312).
Io sono stato in Rwanda nel 2003 e ho soggiornato un mese in estate a Mhura nella Missione di Padre Mario Falconi dei Barnabiti.
Ho potuto vedere come vive miseramente la popolazione e le atrocità del genocidio. E' stato sconvolgente. Al nostro ritorno in Italia per alcuni mesi mi sentivo disorientato. Con i compagni di viaggio con i quali ho condiviso questa forte esperienza umana abbiamo deciso di costituire una onlus "UMUDUFU" che non ha un significato ma è l'unione di due parole in kinirwanda, la lingua del Rwanda. I miei amici da allora scendono ogni anno di persona in Rwanda in alcuni periodi dell'anno e seguono micro progetti di sviluppo e promuovono adozioni a distanza.Ho avuto modo di incontrare anche il console italiano in Rwanda, Costa, che riuscì a salvare a rischio della sua vita un migliaio di persone tutsi e hutu. Tanti erano bambini.
Scoschorosa non  è collegato   Rispondi Citando
Vecchio 22-01-15, 09:25   #3
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Predefinito Riferimento: Giorno della Memoria: Rwanda è qui

Grazie della tua testimonianza!
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