Collaboratori
Contatti
Approfondimenti
Personaggi
Poesie
Murales
Dialetto
Forum
Webcam
Immagini
Video
Home
   

Torna Indietro   Abriga.it il giornale quotidiano online di Aprica e della provincia di Sondrio > Forum liberi > Degne di nota

Degne di nota La notizia in tempo reale....... o quasi

Rispondi
 
Strumenti Discussione Modalità Visualizzazione
Vecchio 03-08-10, 09:27   #1
Abriga.it
Collaboratori
 
Data Registrazione: 19-05-05
Messaggi: 5.781
Predefinito "Croce d'Ambria" al museo di Sondrio?

«La nostra croce la rivogliamo, perché temiamo che possa esserci in futuro portata via e perché è giusto che un bene così prezioso e bello possa essere guardato e ammirato da tutti; la croce è nostra, l’hanno “costruita” i nostri avi e per noi ha un valore morale e affettivo tanto grande quanto quello che l’oggetto riveste economicamente parlando». Neanche il tempo di scovare ad Ambria, piccolo paese a 1325 metri sopra Piateda, un “custode del dialetto” (Luigi Zani), che oggi si scopre pure la presenza di una croce – pregiatissima risalente al XII secolo – che oggi è custodita nel caveau del Credito Valtellinese di Sondrio. Ma che la comunità di Ambria vorrebbe tornare a rivedere.
Questo l’appello raccolto, sabato, in occasione della festa nel piccolo borgo valtellinese dove gente fiera delle proprie origini chiede a gran voce, ma con umiltà, che la croce – di proprietà della parrocchia – possa tornare ad essere visibile come nel passato. Fra i valdambrini doc, che da anni sta studiando questo oggetto prezioso (tutto gemmato e laminato d’oro e d’argento), c’è anche Gianpaolo Tiberi che si fa portavoce delle istanze della gente: «Non è giusto che la nostra croce resti per sempre in un caveau, vorremmo invece che fosse custodita in un museo come quello di Sondrio – dice Tiberi -. Un’idea che, peraltro, è stata ventilata da qualche anno su cui avremmo anche il benestare del museo stesso di Sondrio, tanto che vicino alla croce di Bema, bella ma non quanto la nostra, ci sarebbe posto per esporre l’oggetto astile di Ambria».
Da ormai vent’anni la croce, in base a quanto raccontano i valdambrini, è custodita al protetto della banca, perché in passato sono stati diversi i tentativi per trafugarla della chiesa di S. Gregorio (la stessa chiesa, purtroppo, negli anni è stata svestita dei suoi beni). In seguito un abitante si è fatto custode geloso della croce, finché non c’è stato il trasferimento al chiuso del caveau. Un posto che certamente garantisce al simbolo religioso e comunitario di Ambria una protezione contro il furto e il decadimento, ma che priva gli abitanti e anche tutti gli appassionati d’arte e di storia di poterla ammirare come spetta a qualcosa di così meritorio. Peraltro proprio domenica prossima ci sarà la festa della Madonna delle Nevi ad Ambria, giorno in cui era tradizione portare in processione questa pregiata testimonianza religiosa, eseguita tramite l’uso di lamine d’argento, sbalzata, dorata, inchiodata ad una struttura di legno. Oggi l’elaborato si presenta – secondo ricerche di studiosi - offuscato da una patina causata da polvere depositatasi in profondità e dalla ossidazione. L’oggetto misura complessivamente 62 cm in altezza. Le lamine argentee sono lavorate a sbalzo e cesello, il tutto è stato dorato ad eccezione dei volti dei vari personaggi raffigurati (Gesù, sulla formella di destra la Vergine, dalla parte opposta l’evangelista Giovanni e due personaggi virili non identificabili), nonché delle parti anatomiche scoperte. Il verso della croce mostra, invece, immagini realizzate a cesello. Ad arricchire la croce le gemme che la rendono una delle opere artistiche più belle in Valtellina.


Desta curiosità la storia “Croce di Ambria”, una straordinaria opera artistica del XII secolo, gemmata, una delle più antiche della provincia e – secondo lo studioso Gianluigi Garbellini – anche una delle opere più belle dal punto di vista artistico in Valtellina.
Abbiamo detto storia, ma forse dovremmo parlare di leggenda. Una leggenda che ancora oggi affascina e ammalia i valdambrini. Si dice, infatti, anche nel 1600 l’esistenza della santa croce – con lamine dorate e incastonata di pietre preziose, proveniente da un’oreficeria bresciana con un che anche di bizantino – fosse nota a tutti i centri alpini ad Ambria, in particolare della bergamasca con cui venivano tenuti stretti rapporti commerciali. Sembra che gente, da quei paraggi proveniente, avesse trafugato l’oggetto prezioso, ma mentre i briganti si incamminavano sulla montagna piovve rosso. Un segno ostile, quello, per i malviventi che se la diedero a gambe, abbandonando la refurtiva e per un po’ non se seppe nulla. La primavera successiva, alcuni pastori guidati da uno scampanellio continuo giunsero al ritrovamento del sacro oggetto nascosto sotto un masso. Da lì il recupero.
Da quel momento la santa croce (per secoli considerata simbolo di altruismo e amore) venne esposta una volta alla settimana, in ricordo – durante la prima guerra mondiale – dei giovani al fronte. Poi i continui tentativi di furto e di forzatura della chiesa costrinsero la comunità di Ambria a trasferire l’oggetto prima nella casa di un privato. Oggi, invece, si trova nel caveau di una banca, ma i valdambrini vorremmo tornare a vederla.

Anteprime Allegati
Clicca sull'immagine per ingrandirla

Nome: CROCE D' AMBRIA.jpg‎
Visite: 666
Dimensione:  642,8 KB
ID: 1124  
Abriga.it non  è collegato   Rispondi Citando
Vecchio 05-08-10, 14:00   #2
Ezio
Utente
 
Data Registrazione: 03-03-09
Messaggi: 179
Predefinito Riferimento: "Croce d'Ambria" al museo di Sondrio?

«La nostra croce la rivogliamo, perché temiamo che possa esserci in futuro portata via e perché è giusto che un bene così prezioso e bello possa essere guardato e ammirato da tutti; la croce è nostra, l’hanno “costruita” i nostri avi e per noi ha un valore morale e affettivo tanto grande quanto quello che l’oggetto riveste economicamente parlando».

Come non dar ragione a chi vuol ammirare la Croce D'Ambria ? Una cosa che si ama si vuol vedere ogni giorno.
Che angoscia! Ricordo il bellissimo mantello bianco argenteo che il simulacro della nosta Madonna di Tirano aveva sulle spalle anni fa. L'hanno tolto: sarà custodito da qualche parte al sicuro. ma mi manca! A molti tiranesi manca! Decisione di pochi, sofferenza di molti!

e.m.
Ezio non  è collegato   Rispondi Citando
Rispondi

Strumenti Discussione
Modalità Visualizzazione

Regole di Scrittura
Tu non puoi inviare nuove discussioni
Tu non puoi replicare
Tu non puoi inviare allegati
Tu non puoi modificare i tuoi messaggi

Il codice BB è Attivato
Le faccine sono Attivato
Il codice [IMG] è Attivato
Il codice HTML è Disattivato

Vai al Forum

Tutti gli orari sono GMT +2. Adesso sono le 16:10.


Powered by vBulletin® versione 3.8.8
Copyright ©2000 - 2019, Jelsoft Enterprises Ltd.
Tutto il materiale presente in questo sito è © di abriga.it All rights reserved