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Degne di nota La notizia in tempo reale....... o quasi

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Vecchio 26-10-10, 09:10   #1
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Predefinito "Cementi" agli Orti di Leonardo

Prima erano le relazioni fra le singole persone, ora sono i movimenti delle masse; prima erano il pieno e il colore, ora è la ricerca del vuoto, in cui i pochi segni sono traiettorie energetiche con un moto perennemente ascensionale verso stati energetici più puri, relativamente inalterabili da influenze esterne. Minimo comune denominatore: il cemento, il materiale conosciuto in India dal forte valore simbolico ed, ora, entrato a pieno nella sua produzione.
Bastano queste coordinate per presentare “Cementi” la mostra che Daniele Pigoni, artista di Sondrio, inaugura mercoledì 27 ottobre nella prestigiosa sede del ristorante “Orti di Leonardo” in via Aristide De Togni a Milano. Una sfida per Pigoni, anima discreta, che ha deciso che fosse venuto il momento di «far girare le opere», come svela egli stesso. Con il supporto di Fernando Gianesini si rendono disponibili le sale del noto locale milanese, gestito da Angelo e Valentina Franzini, dove, per tre mesi, le sculture di Pigoni allestite da Walter Fioroni potranno essere ammirate.
Il titolo “Cementi” riassume la produzione degli ultimi tre anni con un processo evolutivo che le stesse operano rivelano. In Taj Mahal Pigoni cerca di sottolineare i rapporti dei corpi fra di loro e rispetto al luogo e quindi al contenitore entro il quale essi si trovano ad interagire. C’è un grande nucleo centrale verso il quale i corpi tendono ad avvicinarsi, sia pur inconsapevolmente. Le due grandi ali sospese a forma concava entro le quali i corpi si trovano alludono ad un “galleggiamento”, ad una sospensione che accentua la differenza con la simmetria del luogo.
In Bad boyz a Pigoni non interessa più l’interazione di persone rispetto ad un pensiero, invece egli visualizza le manifestazioni di energia con andamento ascendente.
Nelle serie Souls «le linee sono una traccia del loro percorso spirituale – scrive Rino Bertini, curatore del catalogo -. Sono molte e seguono un andamento più o meno parallelo. Mentre nei lavori precedenti le interazioni tra i corpi ed il rapportarsi di essi con elementi esterni, generavano traiettorie, geometrie o anche solo leggere deviazioni rispetto ad un proprio asse, e questo soprattutto spazialmente, qui l’analisi si sposta su un piano diverso, animistico, più profondo e soprattutto la scala temporale è molto più vasta; copre tutta l’esistenza, forse più di una». In Alternation si gioca con i vuoti, non più con la “nostra” storia. «Studio la massa, mi infilo nella moltitudine di anime – racconta l’artista - di cui mantengo solo il simbolo della fisicità che sono le zigrinature e l’andamento dell’anima che sono le incisioni verticali». Opere che sottendono un intenso lavoro emotivo, ma anche una quasi repentina azione. «Non faccio più uno schizzo o un disegno predeterminato – dice ancora Pigoni -. Molte cose vanno a fuoco mentre le eseguo e allo stesso modo molte altre si materializzano affiorando dal subconscio. Ciò che può apparire “caos” richiede di fatto molto rigore. Il cemento, per esempio, richiede dei tempi relativamente rapidi. All’inizio addirittura accentuavo questa sua caratteristica bagnandolo il giorno prima. Poi il giorno successivo lo rompevo e lo reimpastavo con un tempo brevissimo per ottenere il corretto risultato finale».
Una mostra, quella meneghina, che darà l’opportunità a Pigoni di uscire dai confini provinciali – probabile la partecipazione alla vernice di Marco Niccoli, noto gallerista di Parma -, anche se in futuro l’esposizione tornerà nella sua terra d’origine, la Valtellina con un importante allestimento ad Ardenno.




Cementi di Daniele Pigoni, dal 28 ottobre 2010 al 29 gennaio 2011 al Ristorante “Orti di Leonardo” via Aristide De Togni 6/8 Milano.
Chiusura: sabato a pranzo e domenica.
(Metro: Sant’Ambrogio – Linea 2; bus 16,18,19,50,58,94).
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