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Degne di nota La notizia in tempo reale....... o quasi

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Vecchio 12-02-11, 09:53   #1
Abriga.it
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Messaggi: 5.781
Predefinito "Caso Valtellina": misuriamo la qualità

Basta lamentarsi che la situazione economica in Valtellina è quella che è; misuriamo, invece, la qualità di questa terra che per tradizione è riconosciuta anche fuori dai confini nazionali; capiamone il livello e attuiamo interventi per migliorare le criticità. Paolo Giudici, professore di Statistica dell’Università di Pavia e originario di Tovo, non ha voluto parlare del pregresso, ma del futuro e di quello che occorre fare per il “Caso Valtellina”, caso cioè che evidenzia settori di qualità (credito, prodotti agroalimentari e turismo), ma il relativo isolamento da cui consegue la necessità di apertura e il confronto con il mondo esterno. Lo ha fatto nell’intermeeting tenutosi nella sala Vitali di Sondrio per organizzazione dei Lions Club Sondrio Host, Sondrio Masegra e Tellino, rappresentati rispettivamente da Gino Giudici, Giuseppe Tavasci e Giuseppe Sant’Elia. «La qualità solitamente è un costo, ma può diventare un'opportunità se trasformata in reputazione – ha detto Giudici, 133 pubblicazioni scientifiche alle spalle -. La qualità è intesa come operativa dei processi di un ente, la reputazione è la percezione della qualità e ciò dipende dalla comunicazione. La percezione dei turisti in Valtellina è aumentata o diminuita? Se non ci sono dati come fare a dirlo? Ecco il ruolo della statistica». Spiegando il caso valtellinese, lo studioso ha evidenziato un’attenzione alla qualità radicata nell'esperienza e alle tradizioni produttive. «Questo suggerisce l'opportunità di misurare la qualità e la reputazione delle principali entità organizzative del territorio, al fine di intraprendere azioni di miglioramento e, quindi, di realizzare uno sviluppo economico sostenibile. Ma sono venuto qui per una proposta concreta: misuriamo la qualità percepita, ad esempio con riferimento al settore agroalimentare e turistico, confrontiamola con quella operativa e integriamola con le misure di ritorno economico (fatturato, margine spese in e-commerce) e con la soddisfazione del cliente». «Importante è unire le forze e affrontare la navigazione ma uniti – ha aggiunto -. Negli ultimi anni sono state fatte diverse cose, come il multiconsorzio e il distretto culturale». Belle parole, ma perché «se la percezione della Valtellina all’esterno è alta – ha obiettato Guido Visini della Vis che produce marmellate -, il turismo non decolla e perché i nostri alberghi consumano prodotti non locali?». La buona reputazione dei valtellinesi dipende dalla tradizione (gli antenati emigrati hanno portato capacità di fare bene), ma «oggi non basta questo – ha replicato il professore -. Ci vuole integrazione». Amara constatazione quella dell’ingegnere Corrado Merizzi che ha fatto notare gli squilibri della provincia: «Anni fa gli urbanisti avevano previsto oggi una popolazione di 40mila, siamo 23mila. Abbiamo costruito quantità enorme di appartamenti. Mille appartamenti a Sondrio sono disabitati. Mentre da noi, a differenze dell'Austria, gli alberghi sono pochi, abbiamo un volume gigantesco di condomini e seconde case, si veda Aprica. La nostra valle è stato distrutta dal punto di vista paesaggistico dai capannoni che non sono stati costruiti per la produzione ma servono per il commercio o per esporre automobili di tutti i tipi. Non so se la scienza statistica dell'Alma Mater Ticinensis possa darci una mano…».
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Vecchio 12-02-11, 11:36   #2
joshua tree
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Data Registrazione: 22-12-10
Messaggi: 6
Predefinito Riferimento: "Caso Valtellina": misuriamo la qualità

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Originariamente inviato da Abriga.it Visualizza Messaggio
Basta lamentarsi che la situazione economica in Valtellina è quella che è; misuriamo, invece, la qualità di questa terra che per tradizione è riconosciuta anche fuori dai confini nazionali; capiamone il livello e attuiamo interventi per migliorare le criticità. Paolo Giudici, professore di Statistica dell’Università di Pavia e originario di Tovo, non ha voluto parlare del pregresso, ma del futuro e di quello che occorre fare per il “Caso Valtellina”, caso cioè che evidenzia settori di qualità (credito, prodotti agroalimentari e turismo), ma il relativo isolamento da cui consegue la necessità di apertura e il confronto con il mondo esterno. Lo ha fatto nell’intermeeting tenutosi nella sala Vitali di Sondrio per organizzazione dei Lions Club Sondrio Host, Sondrio Masegra e Tellino, rappresentati rispettivamente da Gino Giudici, Giuseppe Tavasci e Giuseppe Sant’Elia. «La qualità solitamente è un costo, ma può diventare un'opportunità se trasformata in reputazione – ha detto Giudici, 133 pubblicazioni scientifiche alle spalle -. La qualità è intesa come operativa dei processi di un ente, la reputazione è la percezione della qualità e ciò dipende dalla comunicazione. La percezione dei turisti in Valtellina è aumentata o diminuita? Se non ci sono dati come fare a dirlo? Ecco il ruolo della statistica». Spiegando il caso valtellinese, lo studioso ha evidenziato un’attenzione alla qualità radicata nell'esperienza e alle tradizioni produttive. «Questo suggerisce l'opportunità di misurare la qualità e la reputazione delle principali entità organizzative del territorio, al fine di intraprendere azioni di miglioramento e, quindi, di realizzare uno sviluppo economico sostenibile. Ma sono venuto qui per una proposta concreta: misuriamo la qualità percepita, ad esempio con riferimento al settore agroalimentare e turistico, confrontiamola con quella operativa e integriamola con le misure di ritorno economico (fatturato, margine spese in e-commerce) e con la soddisfazione del cliente». «Importante è unire le forze e affrontare la navigazione ma uniti – ha aggiunto -. Negli ultimi anni sono state fatte diverse cose, come il multiconsorzio e il distretto culturale». Belle parole, ma perché «se la percezione della Valtellina all’esterno è alta – ha obiettato Guido Visini della Vis che produce marmellate -, il turismo non decolla e perché i nostri alberghi consumano prodotti non locali?». La buona reputazione dei valtellinesi dipende dalla tradizione (gli antenati emigrati hanno portato capacità di fare bene), ma «oggi non basta questo – ha replicato il professore -. Ci vuole integrazione». Amara constatazione quella dell’ingegnere Corrado Merizzi che ha fatto notare gli squilibri della provincia: «Anni fa gli urbanisti avevano previsto oggi una popolazione di 40mila, siamo 23mila. Abbiamo costruito quantità enorme di appartamenti. Mille appartamenti a Sondrio sono disabitati. Mentre da noi, a differenze dell'Austria, gli alberghi sono pochi, abbiamo un volume gigantesco di condomini e seconde case, si veda Aprica. La nostra valle è stato distrutta dal punto di vista paesaggistico dai capannoni che non sono stati costruiti per la produzione ma servono per il commercio o per esporre automobili di tutti i tipi. Non so se la scienza statistica dell'Alma Mater Ticinensis possa darci una mano…».
L'abbiamo importata troppo in passato la grande città,perdendo la nostra vocazione turistica. Gurdando attorno a noi vediamo il profitto dato
joshua tree non  è collegato   Rispondi Citando
Vecchio 14-02-11, 14:22   #3
carioca
Utente
 
Data Registrazione: 31-08-10
Località: nel mondo
Messaggi: 74
Predefinito Riferimento: "Caso Valtellina": misuriamo la qualità

Sono anni che predico nel deserto, anche prima di certi seminari pagati da chi non capisce niente di territorio integrato.
Dalle parole ai fatti. Ma quando?? Forse, visto i fatti concreti, nessuno lo vuole "l'integrato". Ma allora di che cosa stiamo parlando? Ipocriti, falsi, farisei.
carioca non  è collegato   Rispondi Citando
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