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Degne di nota La notizia in tempo reale....... o quasi

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Vecchio 02-04-14, 09:07   #1
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Predefinito "Aiutami, ti proteggerò"

“Serva me, servabo te”, ovvero “Aiutami, ti proteggerò”. Si può partire dal detto dei forestali per riassumere il messaggio che, ieri, è stato lanciato al convegno sulla gestione delle foreste e la difesa del suolo al Pirellino di Sondrio. In primo piano il bosco non tanto e non solo per lo sviluppo della filiera bosco-legno, quanto per il valore che il bosco ha in sé: innanzitutto protettivo, in seguito economico e turistico. Ambiente Valtellina onlus, rappresentata dal presidente Gino Giudici, e il Consorzio forestale Alta Valtellina, con il presidente Luigi Bonetti, hanno voluto promuovere questo momento formativo altamente tecnico che ha avuto una fitta partecipazione di pubblico, «a dimostrazione – ha detto Bonetti – che l’argomento bosco sta prendendo piede» (in sala anche gli studenti dell’istituto Geometri).
E le slide illustrate da Massimi Divitini sul territorio boschivo della provincia di Sondrio sono state molto esplicative delle situazioni di potenziale dissesto idrogeologico e del ruolo preventivo degli interventi di buona gestione forestale. Partendo dagli eventi di dissesto che hanno caratterizzato la Valtellina - Mallero nel 1927, la frana di Tresenda nell’83, le frane dell’87, Ardenno 2003, torrente Finale a Berbenno 2008, oltre agli 88 eventi del torrente Tartano -, Divitini ha mostrato il degrado lungo le sponde dell’Adda a Villa di Tirano, oppure i boschi di neo formazione che minano la stabilità dei terrazzamenti. E ancora il degrado del bosco della Freita a Livigno in zona turistica, di boschi mischi di latifoglie in Valgrosina, i castagneti e cedui di castagno nella costiera dei Cech. Vicino al territorio urbanizzato di Tirano ci sono soggetti arborei pericolanti, nella Val Maggiore a Villa di Tirano il bosco sta invadendo la valle. Per non parlare delle zone incendiate (come il Masuccio a Tirano) che non sono in grado di assolvere alla funzione protettiva. Interventi sono stati fatti come la posa di materiale a mo’ di palizzata per rallentare l’erosione, interventi preventivi nei confronti degli attacchi parassitari, miglioramenti forestali e recupero di materiale di buona qualità, ma serve altro. «Il bosco aiuta a ripararci dalla caduta dei sassi, da colate detritiche, frane, valanghe – ha detto Divitini -. Il bosco è un lavoratore silenzioso che ci protegge con i suoi organi (fusto, radici, chiome)». Gino Giudici ha evidenziato il problema della polverizzazione fondiaria, dicendo che «non è vero che la gente non vuole che si taglino i boschi ed è possibile far collaborare vari soggetti della filiera. Il nostro problema è che manca la continuità per fare progetti a lungo termine». Buon esito ha avuto il progetto del 2007 del consorzio Alta Valtellina che, con un contributo di 900mila euro della Regione, ha portato a miglioramento dei boschi pubblici, attività su boschi privati, formazione, attività sui boschi compiti dal bostrico. Sono stati tagliati 13mila metri cubi in zone in cui difficilmente si sarebbe potuto intervenire senza finanziamento. Sei progetti hanno riguardato la zona del Tiranese con l’intervento in aree disagiate che avevano bisogno di manutenzione, sono stati fatti tagli per 2mila metri cubi legni da opera e una discreta quantità di biomassa. «La prevenzione del dissesto idrogeologico è un investimento che evidenzia i suoi frutti nel medio lungo periodo – ha detto Bonetti -. Per essere efficace ha bisogno di costanza nel tempo. In Austria si entra nei boschi con il camion, da noi pur avendo migliorato la viabilità agrosilvopastorale non riusciamo ad arrivare dappertutto». Simile per tematiche la situazione in Piemonte dove è stato attivato un progetto, durato qualche anno con fondi dell’Unione Europea, sulla protezione diretta della montagna e delle foreste. «Tener ferme le montagne è un lavoro difficile per tutti – ha sostenuto Franco Licini della Regione Piemonte -. Si tratta di imparare a convivere con questi fenomeni naturali, prevedere le calamità e mitigarne i danni. Una volta la gente sapeva che il bosco era importante perché lo aveva sotto casa, ora si è dimenticato. Oggi occorre applicare le nuove tecnologie per valorizzare la capacità del bosco, il bosco non è solo una riserva ma deve essere governato con la scienza adatta ad esaltarne le prerogative: la protezione, poi l’aspetto produttivo, turistico e ricreativo.
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