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Inventario dei toponimi valtellinesi e valchiavennaschi
di Luisa Moraschinelli


Genere Inventario toponomastico
Anno pubblicazione 2009
Numero pagine 80
Dimensioni 16x24,5 cm cm
Casa editrice Società storica valtellinese




Già nel toponimo chiaro è il rimando ad una terra favorita dal sole, un sole che in effetti nella bella stagione la inonda per tutto l’arco del giorno dal suo sorgere verso l’Adamello fino al tramonto al di là della catena retica.
Qualunque ne sia l’etimologia, si può dire che “aprica”, cioè “aperta al sole”, è veramente questa valle sospesa intagliata nelle Orobie a 1200 metri d’altitudine.
Abriga – Auriga – Avriga e Uriga sono le voci che troviamo nei documenti del passato, riferiti all’abitato e al passo d’Aprica, mentre La Briga suona la dizione dialettale, termini che sembrano discostarsi dal latineggiante nome ufficiale.
Inizia così la parte storica dedicata ad Aprica contenuta nello “Inventario dei toponimi valtellinesi e valchiavennaschi” dedicato ad Aprica.
Al volumetto, edito dalla Società Storica Valtellinese con la collaborazione dell’Idevv, hanno lavorato Gabriele Antonioli coordinatore della collana di cui fa parte il volume insieme agli altri a livello provinciale, Luisa Moraschinelli per la raccolta dei toponimi, Remo Bracchi per la parte linguistica e Gianluigi Garbellini per l’introduzione storica.
«Aprica è il trentaquattresimo comune censito – ha detto Antonioli durante la presentazione del libretto avvenuta qualche giorno nella sede della Comunità montana di Tirano per interessamento del direttore del consorzio turistico Gigi Negri -.
Siamo quasi alla metà dei comuni del territorio provinciale.
La ricerca è iniziata negli anni ’70 ed è stata resa possibile da persone che lo fanno a titolo di volontariato».
Moraschinelli si è detta orgogliosa di aver partecipato all’opera, perché «noi della nostra generazione siamo gli ultimi a dare una testimonianza diretta – ha spiegato -.
Non ho fatto altro che percorrere mentalmente passo per passo tutto il paese.
Ho attinto alla mia memoria e ho interrogato i vecchi della mia età.
L’inventario è una prima parte, poi forse già la prossima estate sarà pubblicato il vocabolario con la descrizione e poi in seguito i soprannomi delle famiglie e il vocabolario».
Ha raccolto l’invito a divulgare l’opera il sindaco di Aprica, Carla Cioccarelli, che ha acquistato 700 copie del libro che saranno distribuite alle famiglie.
«Uno dei canali di diffusione sarà tramite le scuole – ha affermato il sindaco -, perché è bene che i nostri ragazzi conoscano il passato.
Aprica viene individuata come Comune turistico, ma come è stato piacevole festeggiare gli 80 anni della nascita del Comune, è ora altrettanto piacevole donare alla popolazione questo inventario.
Nella moderna globalizzazione, un po' di localizzazione non fa male ai giovani, che ai linguaggi specifici e ricchi del web e delle lingue estere possono affiancare le radici linguistiche del loro paese».
Il libro (80 pagine) è dotato anche di cartografia dei toponimi dialettali.
Un esempio su tutti: “abriga” il comune comprendente le frazioni di Liscedo, Liscidini, S. Maria, Mavigna, Dosso e S. Pietro, anche se in passato tra i locali il nome indicava più propriamente solo la contrada di S. Maria.
 
 
Bibliografia
 
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