Ci troviamo all’ingresso della Val Belviso, nella zona chiamata “Corna di Finanser”. Una scena consueta nel dopoguerra, dove la guarnigione della Guardia di Finanza di Aprica presidiava il territorio. I Finanzieri attendono nascosti dietro un masso gli spalloni che, ignari di essere osservati, procedono curvi sotto il peso delle “bricolle”. Siamo certi che Alcide ha lavorato con grande passione a questo “murales”, avendo
egli militato nelle Fiamme Gialle. Il paesaggio è quello tipico delle nostre montagne, in una giornata di piena estate, quando le condizioni di innevamento consentivano una agevole salita verso i passi. Quasi sempre il tutto si risolveva con la fuga dei contrabbandieri e l’abbandono delle bricolle; raramente lo “scontro” degenerava, anche se vi sono stati, in altre zone, episodi finiti tragicamente. La riproduzione di Alcide ha privilegiato la luminosità e i colori del paesaggio, ma un particolare contrasta con la realtà dei fatti: l’ora scelta dai contrabbandieri per effettuare il percorso che normalmente, per non essere intercettati, prediligevano le ore crepuscolari o notturne.
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