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PERCORSO TEMATICO IL LEGNO E’ VITA




Segnavia N°: 341
Territorio comunale di: Aprica
Difficoltà: Facile
Quota partenza mt slm: 1900
Quota arrivo mt slm: 1920
Quota massima raggiunta mt slm: 2000
Dislivello mt: 100
Lunghezza mt: 1900
Esposizione: Nord



Dall’arrivo della cabinovia della Magnolta ci si dirige verso il bosco posto all’arrivo della sciovia Poncera.
Si entra nel bosco percorrendo una comoda strada sterrata che lambisce la piana della malga alla sua sinistra.
Dopo circa 500 metri si giunge nei pressi del Ristoro Agrituristico Malga Magnolta (foto 1 e 2), situato in un punto strategico in mezzo alla pastura, alle spalle del quale inizia il percorso tematico vero e proprio(foto 3 e 4).
La vista sulle Retiche e, oltre il breve dislivello verso la Val Belviso, sulle Orobie e il Monte Torena, è veramente stupenda. Dopo pochi metri si incontra la prima bacheca. Si prosegue, sempre su comoda strada sterrata, si supera una seconda bacheca e ci si inoltra nuovamente nel bosco per un breve tratto. Giunti in una radura si abbandona la strada e ci si incammina lungo il sentiero che raggiungerà il Rifugio Valtellina, posto oltre la dorsale del monte Filone, nella zona della Caregia del Palabione.
Il percorso, leggermente ondulato, si snoda tra radi alberi e arbusti sul fianco della montagna, consentendo una visuale stupenda sulla Valtellina, il versante Orobico e su quello Retico.
Sul crinale una terza bacheca e due panchine, poste in uno spiazzo, si trovano nel punto più elevato del tragitto. Da qui comincia la breve discesa sul versante opposto della montagna, ove si vede il Rifugio Valtellina.
Qualche tornante, un breve rettilineo e si attraversa una zona priva di vegetazione, indice della frequente caduta di slavine.
Ci si addentra nuovamente nel bosco e si incontrano in rapida successione altre bacheche: 7 in totale.
Da notare in particolare la penultima, ubicata dopo un ruscello, nella vicinanze di una vecchia carbonaia (foto 5 e 6).
E’ stata ricostruita a scopo turistico-didattico per far conoscere l’arte antica dei carbonai che, proprio in questi luoghi, producevano il carbone di legna con una tecnica molto particolare.
La scelta dell’ubcazione delle bacheche è stata obbligata, le ripide pareti della montagna hanno consigliato di posizionarle in punti in cui il carico di neve e le slavine non le danneggiassero.
Il sentiero sfocia e termina sull’ampio pianoro antistante il Rifugio CAI Valtellina (foto 7).
Foto 1


Foto 2


Foto 3


Foto 4


Foto 5


Foto 6


Foto 7


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