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L’Arco cerca aiuto
Un aiuto concreto e, soprattutto, con una destinazione certa, locale: è l’appello che la Comunità familiare “L’Arco”, che prende nome da una bellissima poesia di Gibram sui figli, lancia per ricevere in donazione il 5 per 1000 della dichiarazione dei redditi; la comunità è l’11 settembre 2006 dall’esperienza di Ercole Piani e Gisella Tecchio, coppia che ha cresciuto oltre 20 minori in affido familiare. Si tratta di una piccola cooperativa sociale, i cui soci fondatori sono Mariagrazia (la prima ragazza che Ercole e Gisella hanno accolto, ora loro figlia), suo marito Angelo, Gisella ed Ercole. Gisella è*una psicomotricista e fisioterapista dell’età evolutiva. Dopo aver lavorato per l’Azienda Ospedaliera della Valtellina e Valchiavenna, si è licenziata per dedicarsi a tempo pieno alla crescita dei minori ospitati.* Ercole continua a svolgere la sua attività lavorativa come infermiere presso un centro Psicosociale e una Comunità protetta per portatori di disagio psichico e come professore a contratto per il corso di laurea in infermieristica dell’Università di Milano Bicocca. «La nostra casa famiglia ha sede presso un’abitazione da noi affittata e ha ottenuto l’abilitazione al funzionamento secondo i requisiti previsti dalla delibera regionale N°VII 20762 del 16 febbraio 2005 – spiega Piani -. Può ospitare un massimo di 6 minori con la presenza di un educatore part-time e personale di supporto alle gestioni domestiche. Ora, però vivono con noi 7 minori più una ragazza che abita qui da anni. Presto la più piccola sarà accolta da una coppia giovane che abbiamo trovato nella nostra città, così potrà avere una famiglia esclusivamente per lei. Abbiamo garantito inoltre l’apertura di un centro diurno, grazie all’aiuto della Cooperativa San Michele e della fondazione Pro Valtellina, che funziona come dopo scuola per adolescenti in difficoltà. Desideriamo rispondere così a bisogni pressanti di tanti ragazzi che stanno aspettando con pazienza che i grandi si accorgano di loro. Non mi soffermo sugli abusi e sofferenze che hanno vissuto le 6 ragazze e i 2 gemelli che ora vivono con noi, ma saremmo felici di ricevere la donazione di tutti». Per farlo, basta citare nell’apposito riquadro il nostro codice 00863860144 e sarà garantito un aiuto a offrire migliori opportunità al futuro dei giovani.
E aggiunge: «Lo chiediamo perché la nostra situazione finanziaria è in crisi perché alcuni Comuni che dovrebbero garantire dei contributi non lo fanno, questo mette seriamente in difficoltà il nostro impegno. Vorremmo poter ringraziare quanti ci aiutano e ci fanno sentire meno soli come Ezio, che per noi tutti è preziosissimo e come Nico e Lalo che sono, non solo, i tutori di alcuni ragazzi. Se avete interesse, siamo disponibili, senza alcun compenso, a dar voce alla nostra esperienza durante convegni o dibattiti sul tema del disagio giovanile, degli abusi ai minori e sulle opportunità per aiutarli. Ancora oggi sono troppi i bambini che attendono una famiglia e credo che ognuno di noi possa essere l’interlocutore privilegiato per questo dramma». |
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