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Nuovo rifugio nel Parco delle Orobie
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L’idea è di far diventare quella che ora è una cascina un importante punto di riferimento per gli scialpinisti che, in grandi numeri, d’inverno frequentano la val d’Arigna, ma anche per gli escursionisti che già adesso la utilizzano come bivacco durante la bella stagione. Il progetto è quello dell’amministrazione comunale di Ponte in Valtellina che darà il via, proprio in questi giorni, ai lavori di costruzione di un rifugio all’interno del Parco delle Orobie Valtellinesi in località Grioni, a 1862 metri di quota. Recentemente il consiglio comunale ha approvato la deroga al Piano regolatore per la realizzazione dell’opera che è stata sposata dal Parco delle Orobie. «Abbiamo ottenuto un contributo dal Parco di 96mila euro – spiega, infatti, il sindaco, Franco Biscotti - a fronte di una spesa di 120mila euro per la ristrutturazione e l’ampliamento di una cascina anticamente utilizzata come alpeggio in versante orobico. L’intenzione è quella di far diventare il rifugio alpino un punto di appoggio durante il periodo invernale per lo scialpinismo molto praticato in val d’Arigna. L’iter è partito nel 2008, quando eravamo al corrente di fondi finalizzati anche a questi tipi di intervento. Stimolati da un gruppo di volontari che aveva voglia di fare questa cosa anche in ricordo di un ragazzo morto appassionato di montagna, abbiamo cercato finanziamenti e ci siamo fatti promotori dell’iniziativa». Il progetto prevede il recupero della cascina, mantenendo inalterate le caratteristiche della facciata di ingresso, per trasformarla in un rifugio confortevole con 10-12 posti letto e la possibilità di fruirne come bivacco. L’ampliamento sarà verso sud /est al piano terra, mentre al primo piano verranno realizzati gli spazi necessari all’utilizzo come rifugio alpino. La superficie del piano terra sarà di mq.72 e quella del piano primo di mq.
52, dunque in assoluto rispetto “volumetrico” del territorio. Il concetto di sostenibilità è applicato anche nei materiali impiegati: il tetto sarà in legno tondo di abete, la copertura sarà composta da tavole, isolante e piode della “Valmalenco”. I serramenti interni, le porte esterne, la scala di collegamento tra i piani e il solaio del primo piano, saranno in legno; non si prevedono serramenti esterni pertanto i vetri delle finestre saranno antisfondamento. «I lavori partiranno a giorni – prosegue Biscotti – e credo che entro l’inverno il rifugio sarà ultimato. Valuteremo in seguito come darlo in gestione, tenendo conto dei volontari che si sono fatti promotori. L’immobile si trova in una zona boschiva dove c’è vincolo di inedificabilità assoluta, dunque il passaggio in consiglio con la deroga (approvata all’unanimità) è stato necessario e legittimo, in quanto si tratta di edificio ad uso pubblico». Infine con l’obiettivo di migliorare la viabilità di collegamento tra la pista forestale di Armisola e la cascina oggetto di ristrutturazione, verrà eseguita una manutenzione straordinaria del sentiero, per una lunghezza di circa 2 chilometri, che sarà ampliato in larghezza e reso meglio percorribile. |
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