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Presto HD al Masegra
Le chicche sono tre; la prima: la certezza dell’attribuzione degli affreschi della torre colombaia di castel Masegra al ciclo dell’Ariosto, già presente a casa Valenti di Talamona e palazzo Besta di Teglio; la seconda: lo studio per produrre immagini ad alta definizione toccherà il prossimo anno anche castel Masegra di Sondrio; infine la terza: l’eco del ciclo valtellinese è arrivato fino Reggio Emilia.
Sono le novità emerse in occasione dell’inaugurazione della mostra a palazzo Pretorio a Sondrio come ultima tappa del progetto annuale “Ariosto in Valtellina 2010” che, dopo essere stata portata nelle due sedi a Talamona e Teglio, si fermerà nel capoluogo fino al 15 gennaio. «Per la prima volta in questa mostra possiamo vedere le decorazioni parietali della torre colombaia che commissionarono i Beccaria i quali ripresero la leggenda dei Capitanei convinti di discendere dal paladino Orlando – ha spiegato l’assessore alla Cultura, Marina Cotelli nel tardo pomeriggio di venerdì -. Nell’esposizione possiamo cominciare a conoscere gli affreschi in attesa di poterli finalmente vedere quando, nell’ambito del progetto sul distretto culturale, metteremo in sicurezza l’accesso della torre». In rappresentanza della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano erano presenti il nuovo funzionario per la provincia di Sondrio, Silvia Zanzani, e Giacomo Prati. «Gli studi sulle riprese ad altissima definizione degli affreschi partiti con Teglio e Talamona – ha dichiarato l’architetto Zanzani – verranno sviluppati anche al Masegra e abbinati a indagini iconologiche e iconografiche sui collegamenti fra il ciclo». Prati ha parlato del «circuito alternativo» e di una forma di turismo culturale più consapevole e approfondito che intende avviare il progetto, pubblicizzato peraltro sul maxischermo in piazza Duomo a Milano e nell’uscita di dicembre della rivista “Medioevo”. A sottolineare il legame con il territorio l’assessore alla Cultura del Comune di Teglio, Fabio Cattania, il sindaco di Talamona, Italo Riva, mentre a fare da collante fra enti pubblici e Soprintendenza l’associazione Bradamante rappresentata dalla vicepresidente, Maria Carla Fay che ha parlato del lavoro con le scuole, e dalla presidente che si è soffermato sullo spirito che spinge ad «uscire dai confini provinciali – ha detto Silvana Onetti - e a inserirci nella rete nazionale dedicata all’Ariosto». Tant’è vero che venerdì a Reggio Emilia, in occasione del centenario del Credito Emiliano, la conferenza di apertura, a cura di Aurelia Fresta, è stata incentrata proprio su “L’Orlando Furioso in Valtellina”. La mostra è aperta fino al 15 gennaio da lunedì a sabato 9-12, 14.30-19. |
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