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Abriga.it 09-09-11 00:19

Intersezioni e bagliori
 
Quando si entra nella chiesa di S Pietro, a colpo d’occhio dalle quindici opere dell’artista chiavennasco Paolo De Stefani sembra provenire un bagliore, un luccichio. Come se ci fossero brillanti incastonati che illuminano lo spazio. Quando ci si avvicina quell’immagine vellutata, sparisce. E si capisce che quella luce, in realtà, è creata dalle punte di migliaia di chiodi che bloccano centinaia di pezzetti di carta, su cui una composizione labirintica nera o colorata è stata posta. La meraviglia iniziale diventa sorpresa per il visitatore che da oggi (16 luglio) entrerà nella chiesetta romanica all’ingresso di Teglio dove alle 18 viene inaugurata la mostra di Paolo De Stefani, “Intersezioni”, promossa dalla parrocchia di Teglio, dal Comune, dall’Accademia del Pizzochero e dal Centro Tellino di Cultura e curata da Franco Monteforte, che firma anche il catalogo che l’accompagna. La mostra fa seguito a quella dell’estate scorsa, nella stessa chiesetta di san Pietro, delle Vetrate di Enrico Della Torre, di cui costituisce l’ideale prosecuzione. Come le Vetrate di Della Torre, infatti, anche queste 15 Intersezioni di Paolo De Stefani, mettono in rilievo il fecondo rapporto tra arte contemporanea e spazio sacro, di cui l’ascetico ambiente medievale romanico di san Pietro costituisce una cornice di rara suggestione. L’opera di Paolo De Stefani, si caratterizza per l’originale cifra stilistica con cui fin dall’inizio si è mossa tra arte povera e informale, alla ricerca di una via espressiva che all’evidenza materica della scultura unisse la forza simbolica ed evocativa del colore e della pittura entro uno spazio di fondo magicamente catturato nell’orbita espressiva dell’opera stessa.
Questa decennale ricerca, che si nutre di ancestrali richiami alle forme stesse dell’ambiente alpino, trova oggi in queste Intersezioni un importante punto di arrivo per il nitore formale con cui l’artista chiavennasco riesce a fondere in una perfetta sintesi di pittura e scultura, disagio esistenziale, geometrico bisogno di assoluto e risonanze cosmiche del mistero in cui rimane avvolta la vita, che sono le molle di una minuziosa e sofisticatissima artigianalità artistica che raggiunge qui vertici espressivi da grande arte. In questo senso il dialogo che, attraverso un semplice quanto efficacissimo allestimento, si genera tra le opere e lo spazio sacro della chiesa, mentre intensifica il fascino ascetico della nuda architettura romanica dell’edificio e degli affreschi medievali dell’abside, contribuisce ad accrescere l’intima e laica religiosità di queste enigmatiche Intersezioni di De Stefani.
La mostra, ad ingresso libero, resterà aperta fino a domenica 18 settembre dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 (chiuso il lunedì).


Tutti gli orari sono GMT +2. Adesso sono le 05:22.

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