![]() |
Comune unico? Prima i servizi associati
A chiudere il rondeau di interventi sul futuro dei Comuni del Tiranese, sulla possibilità o meno di un macro Comune caldeggiata dal gruppo di maggioranza della Comunità montana di Tirano, si esprime ora il sindaco di Villa di Tirano, Giacomo Tognini, che insieme al Comune di Bianzone (rappresentato nell’ente comprensoriale dal vicesindaco, Mauro Castelanelli) siede fra i banchi della minoranza. Se il sindaco di Bianzone, Franca Pini, non vuole neppure entrare in argomento, Tognini è dell’idea che non bisogni fare il passo più lungo della gamba.
Si parta dai servizi associati «Vanno bene questi approfondimenti e trattative a partire dai Comuni – sostiene -, ma non bisogna fare fughe in avanti, sapendo che l’iter sarebbe molto lungo e con grosse problematiche». Tognini invita, invece, a darsi da fare su quanto la legge prevede da subito: ovvero l’unione dei servizi. Una posizione che, peraltro, già il sindaco di Sondalo, Luigi Grassi, ha espresso nei giorni scorsi. «Si dovrebbero applicare le normative alle quali dobbiamo dare corso – prosegue il sindaco di Villa -. Entro il prossimo anno i Comuni con abitanti sotto il tetto di 3mila devono gestire in modo associato almeno tre delle funzioni fondamentali». Il riferimento va ad un lungo elenco entro il quale scegliere: dalla gestione contabile e finanziaria ai servizi di trasporto, dal catasto alla pianificazione urbanistica, dai rifiuti alla polizia municipale, dall’edilizia scolastica ai registri di stato civile. Villa si associa a Bianzone Nel caso di Villa, il Comune sta trattando con Bianzone per associare alcuni servizi. «E’ un processo che sul piano dell’organizzazione dei servizi può portare buoni risultati – aggiunge -. Dimostriamo, almeno a livello di Comunità montana, di lavorare bene per il servizio sociale ad esempio. Per avere uno staff di psicologi e assistenti sociali, per le problematiche dei minori, di chi è in difficoltà ci vogliono professionalità e integrazione di professionalità di cui non si riesce a disporre a livello comunale, ma è invece possibile all’interno della Comunità montana. Dunque non mi sottraggo alla discussione sul Comune unico, ma partiamo da quanto ci è chiesto subito. Bisogna mettere le energie per l’associazione dei servizi che va a vantaggio delle casse dei Comuni, consentendo economie di scala». E conclude: «Non si dovranno avere due responsabili per due Comuni, ma uno solo lasciando inalterata la rappresentanza. Il grosso problema dell’abolizione o accorpamento dei Comuni è che può venire meno la rappresentanza, ovvero la voce dei cittadini. Alcune realtà comunali fuori potrebbero rimanere isolati. È necessario, invece, lasciare la rappresentanza con poteri». |
| Tutti gli orari sono GMT +2. Adesso sono le 04:05. |
Powered by vBulletin® versione 3.8.8
Copyright ©2000 - 2026, Jelsoft Enterprises Ltd.
Tutto il materiale presente in questo sito è © di abriga.it All rights reserved