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Carnevale fra mille colori
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“Italiani non basta più tirare la cinghia, bisogna calare le braghe e ricorrere alla supersupposta”, “Chi non fa politica, porta la brenta”, “Coi tempi che corrono non c’è niente da ridere”. Ironia, buon umore, con un pizzico di nostalgia dei tempi più felici al Carnevale tiranese che la Pro loco di Tirano, sfidando la crisi, ha portato sulle strade di Tirano ieri pomeriggio.
Dieci partecipanti in tutto fra gruppi mascherati, carri e bande per una domenica all’insegna del colore. La sfilata, come sempre, è partita dal piazzale del fontanone per i carri, da via Elvezia per gruppi mascherati e bande in un tripudio di coriandoli e stelle filanti, naturalmente quelle da bomboletta che ora vanno più di moda (assolutamente vietati gli schiumogeni che da qualche anno non si vedono più). Teneri ed emozionati i bambini della scuola d’infanzia Quadrifoglio con il loro “Circo dei pagliacci” che ha voluto indicare lo stare bene insieme all’asilo. Ogni bambino ha realizzato il proprio costume, ognuno diverso dall’altro. Tanti applausi per Supermario Bros proveniente da Postalesio e Berbenno realizzato con cura e arricchito da molte maschere al seguito. Subito dopo hanno sfilato il corpo musicale di Ardenno, la vecchia della contrada di Madonna imponente e simpatica. Successo ancora una volta per i Simpson, il gruppo con carro proveniente da Villa di Tirano realizzato dall’oratorio di San Lorenzo. E se il Carnevale vuole essere occasione per rispolverare il passato, non potevano mancare i “Mitici anni ‘50” da Tirano con carro e gruppo per passare per il gruppo delle primarie di Tirano dedicato alla Costituzione e al viaggio che continua. In un rutilante corteo ecco arrivare la vecchia della contrada tiranese di Porta Milanese e poi i “Possenti del Doss de la forca” di Teglio al suon di “Pollon… Pollon combina guai”, gli Dei sono scesi fino a Teglio. Per chiudere con la banda e la vecchia della banda di Madonna di Tirano, immancabile da decenni al Carneval Vecc cittadino. Viale Italia in un battibaleno si è popolato di maschere di tutti i tipi – fra i più piccoli intramontabili sono principesse, fatine e Pippicalzelunghue per le bimbe, Uomo ragno, principi e animaletti per i maschietti – fino ad arrivare in piazza Marinoni dove la sfilata si è conclusa con l’esibizione dei partecipanti sul palco. Premiate anche la maschera più anziana, ovvero Raffaele Pietrogiovanna di 82 anni, e la maschera più giovane, Vittorio Trestini nato il 30 dicembre 2012 travestito da splendido peperoncino. Per la Pro loco un successo ancora una volta, non guastato dalle quattro gocce che a metà sfilata sono scese dal cielo. La voglia di svago e di ridere ha contagiato tutti. |
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