![]() |
Il nuovo pericolo: il cyberbullismo
«I ragazzi si stanno facendo male. Si insultano, si offendono pesantemente, si minacciano attraverso gli sms sul cellulare, attraverso whatsApp, facebook e altri social network. Occorre lavorare insieme, scuola e famiglia, per cercare di aiutarli».
L’appello sentito e preoccupato viene dalla dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo di Tirano, Luisa Porta, che ha a che fare, quasi ogni giorno, con quello che viene denominato oggi cyberbullismo, ovvero gli atti di bullismo e di molestia effettuati tramite mezzi elettronici come l’e mail, i blog e i siti web. La Commissione Europea ha avviato una campagna di sensibilizzazione precisando che per bullismo si intende qualsiasi genere di molestia – verbale, fisica e psicologica - esercitata ripetutamente da una persona o da un gruppo nei confronti di altri. E se, in qualche caso, non c’è la reiterazione, comunque il fenomeno non va sottovalutato e vanno aiutati i ragazzi a capirlo. Per questo la dirigente tiranese per prima si è mossa. «Tutti i ragazzi sono sullo stesso piano di rischio oggi – precisa Porta –. Si tratta di un fenomeno che non riguarda più solo i giovani problematici. L’11 febbraio in occasione del “Save internet day” è stata lanciata la campagna “Se mi posti ti cancello” per non sentirsi soli in rete. La domanda è :c’è veramente il problema? Sì, è anche nostro. I giovani hanno in mano armi che non sanno utilizzare. Vengono spesso segnalazioni da parte delle famiglie sul fatto che girino anche video pornografici fra i ragazzini piccoli. Ma mi domando: un accesso a internet incontrollato a 11 anni è possibile? Forse ci sono delle ingenuità da parte dei genitori nel dare strumenti di comunicazione così potenti che i ragazzi non sanno assolutamente gestire. Nessuno è indenne da questa cosa. Ti arriva un insulto e lo rimandi utilizzando le stesse modalità. Un appello che mi sento di fare ai genitori è quello di controllare cosa si mandano i ragazzi». La scuola sta facendo la sua parte con diverse iniziative. L’Istituto comprensivo di Tirano ha organizzato incontri con i Carabinieri e, in terza media, con la Polizia postale, l’anno scorso un progetto sul cyberbullismo con l’Ippogrifo. La dirigente ha rinnovato, qualche giorno fa con una lettera inviata alle famiglie, l’invito ai ragazzi di tenere spento il cellulare in classe. Sono stati incontrati i rappresentanti di classe per parlare di questo “mondo sommerso” dei ragazzi per uno scambio di informazioni reciproche. E ancora sono stati organizzati quattro incontri rivolti ai genitori dal tema “Comunichiamo” con l’ufficio di piano, durante i quali si è parlato dei servizi presenti sul territorio, dei problemi con numeri e casi. «Si è capito che agli incontri non viene chi ha bisogno, perché non c’è più nessuno che non abbia bisogno – prosegue la dirigente -. La scuola da sola non ce la fa e le famiglie da sole non ce la fanno più. Dobbiamo collaborare e non stancarci mai di parlare con i nostri figli. Qualche sbaglio lo fanno ci mancherebbe, ma uno sbaglio così rischia di essere grave. E su internet resta tutto. Agli studenti spesso ricordo il proverbio latino che dice: ferisce più la lingua della spada e allora i latini la usavano per davvero la spada». |
| Tutti gli orari sono GMT +2. Adesso sono le 11:22. |
Powered by vBulletin® versione 3.8.8
Copyright ©2000 - 2026, Jelsoft Enterprises Ltd.
Tutto il materiale presente in questo sito è © di abriga.it All rights reserved