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Abuso sui minori: un progetto per prevenire
«I nostri figli sono gli unici che hanno la capacità di proteggersi al cento per cento». Ha colpito molto il pensiero che Rocco Briganti, direttore della cooperativa sociale “Specchio magico” e membro del tavolo regionale antiviolenza, ha espresso mercoledì sera nell’aula magna della scuola media Trombini di Tirano dove è stato presentato il progetto “Abuso sui minori. Un progetto per prevenire ed aiutare”, service di zona di tutti i Lions della provincia di Sondrio (Bormio, Chiavenna, Sondrio Masegra, Montagna Grumello, Morbegno, Sondrio Abdua, Sondrio Host e Tellino). Ha colpito perché la prima arma che genitori e insegnanti possono dare ai bambini è quella della consapevolezza e della prevenzione primaria. A questo punta il progetto nel quale i Lions investono «molte energie e un budget discreto – ha detto Claudio Marcassoli, lionista e psichiatra -. Abbiamo scelto le classi quarte di cinque scuole primarie, una per mandamento (due sezioni di Mese e Gordona per Chiavenna, Regoledo di Cosio, Chiesa, Tirano e Bormio), e tenuto incontri con sindaci, insegnanti, Asl e questa sera (mercoledì per chi legge, nda) con i genitori. A Tirano partiremo il 26 febbraio. Il corso sarà tenuto da due psicologhe Cristina Baldini e Silvia Giana. Il progetto è finanziato per tre anni, poi speriamo di poter proseguire».
Ma cosa faranno i bambini durante le lezioni? «Quando si parla di abuso, la preoccupazione iniziale riguarda tutti – ha detto Briganti -, ma è un tema che va affrontato, perché dobbiamo equipaggiare i bambini ad avere la strumentazione basa per leggere il mondo, farli sentire sereni qualsiasi cosa chiedano, promuovere un’informazione corretta e completa, non allarmistica. Non parleremo della cicogna, non faremo nemmeno un corso di educazione sessuale, ma non mentiremo. Il modello sarà adattato alla classe». In sostanza gli esperti aiuteranno i bambini a sviluppare abilità critiche, incidendo sulla cultura del corpo che deve cambiare: il corpo non serve ad essere guardati, non serve a vincere o a produrre piacere. Il progetto, che finora ha coinvolto 150 classi, 500 genitori e 3000 bambini, peraltro potenzia le dinamiche positive e bonifica le dinamiche tossiche (bullismo, prepotenza). «Si può parlare con i bambini di pedofilia ed anzi è bene che siano loro a parlarne – ha aggiunto Briganti -. L’operatore facilita la presa di consapevolezza dei bambini. Lavoriamo creando storie a loro misura (immedesimazione, empatia, esperienza indiretta), evitando banalizzazioni o risposte ovvie, stimolando la riflessione». Questi i temi dei cinque incontri, che seguono la dinamica dell’adescamento: belli e diversi, il nostro corpo, il tocco amico, evitare i pericoli, chiedere aiuto. Al primo incontro si lavorerà sull'autostima, facendo capire ai bambini che sono unici e speciali, al secondo si parlerà dei cambiamenti del corpo, per passare ad imparare a capire le differenze tra il “tocco positivo” e il “tocco negativo”. In seguito i bambini dovranno imparare a riconoscere le situazioni a rischio, prevenire quelle critiche, scegliere qual è il comportamento adeguato, capire l’importanza di potersi fidare delle persone che ci vogliono bene, fornire informazioni su cos’è la molestia sessuale. Potranno apprendere a dire no quando colgono una situazione strana. |
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