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Appello all'Europa da Prati in festa
Si sta diffondendo a macchia d’olio la protesta contro la cava di Bianzone. La dimostrazione è venuta ieri a “Prati in festa” la giornata che si è tenuta sui prati della località Ranèe proprio dove si dovrebbero cavare ghiaia e sabbia secondo il piano cave provinciale. Alla manifestazione hanno partecipato oltre 230 persone, tutte attaccate alla propria “terra” e desiderose di far passare il messaggio che la piana di Bianzone deve restare tale.
La lotta di resistenza del comitato per la tutela e valorizzazione del piano di Bianzone prosegue e conta sull’appoggio popolare, oltre che del Comune (ieri era presente il sindaco, Alan Delle Coste). Tanto che il comitato annuncia una denuncia per reati ambientali in caso il procedimento per l’autorizzazione a cavare venisse rilasciato. «Oggi (ieri per chi legge) è una giornata di festa, ma l’iniziativa serve a far capire, a chi si ostina a non applicare la normativa europea, che qui non si può coltivare la cava – dice il presidente del comitato, Edj Polinelli -. L’Italia ha aderito ai trattati europei e i nostri politici di Provincia e Regione devono rispettarli. Le sanzioni che potrebbe comminare l’Unione europea, a fronte dell’infrazione commessa (avere un piano cave senza Valutazione strategica ambientale, nda), saranno anche i cittadini a pagare, visto che i soldi degli enti pubblici sono di tutti noi». La Provincia ha annunciato di voler procedere con la revisione del piano cave, ma Polinelli dice: «Abbiamo consultato i siti di Regione e Provincia e ci risulta che nessuna revisione sia ancora partita. Magari non abbiamo trovato la delibera di avvio del procedimento, che ci dicano come sta la situazione». Il fatto è che se tutto sta fermo va bene, ma se «volessero cavare e poi fare la Vas sul piano cavato – prosegue – saremmo di fronte ad una violazione del diritto comunitario. Il comitato inoltre sta valutando gli aspetti legali legati ad una denuncia per reati ambientali e per disastro ambientale. Al Parlamento ci risulta che sia in discussione una legge su questo argomento che chiederemo venga applicata nei confronti degli amministratori della Provincia e Regione». Il procedimento che porterà ad autorizzare i cavatori a “coltivare” non è ancora concluso, dunque il comitato chiede che sia messo nero su bianco da parte degli uffici o degli amministratori provinciali il congelamento degli atti, fino al termine della Vas. «Gli enti hanno paura di eventuali azioni dei cavatori, ma devono pensare che anche noi non staremo fermi – annuncia il comitato -: se verrà rilasciata la concessione ricorreremo al Tar. La normativa comunitaria può applicare sanzioni, ma non può sostituirsi al tribunale infatti». |
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