Dal deserto egiziano
AURORA
E le parole si tacciono per troppo pudore
Estatica sto dentro il vuoto dell'ora.
Si tingono d'indaco e rosa le ombre lunghe e le erratiche rocce
Sfavilla per ultima Orione alta sul capo.
Stendo le braccia nelle direzioni opposte del cielo
Divisa fra la dea che sfuma
e il punto di luce che nasce
mi immergo nel sacro lavacro di quel bianco mattino
per rinascere al giorno
airone e gazzella
e librarmi di nuovo sulla linea sfumata del destino
DIETRO IL VELO (El Fayum- Egitto)
Dietro il velo una donna
dentro il velo una madre
dietro il velo una Storia
dentro lo sguardo una luce che abbaglia
E io resto attonita a guardarla mentre stringe tenera suo figlio
e si espone complice donna
al mio cenno d'invito.
ACACIA
Un albero d'acacia mi compare davanti
improvviso e stupendo nell'accecante
e prometeico deserto.
Striminzito ,caparbio si abbarbicava alla vita succhiando profondo
quel poco d'acqua concessa alla pietrosa sua terra riarsa
Fu lì che anch'io toccai l'essenza del grido d'amore
della mia tenacia
e del mio ancoraggio profondo alla vita.
A wady Hitan ( parco Unesco)
A wady Hitan sei solo
solo la voce del vento ti perfora incessante
e incide ricami sui dorsi modellando sui fianchi
le antiche madri di un'atavica prole di massi .
Fra fossili e sassi muti immagino verde
e le mangrovie di roccia si animano
e si rivestono di carne e pinne le vertebre dure
e di nuovo risento pulsare nel vento
negli anfratti di roccia l'eco acqueo di un oceano lontano
Ma mi trapassa per ultimo il suo grido
alto nel cielo
mentre solleva il suo umido grembo all'arido mondo
Di nuovo , in religioso silenzio
più adagio cammino
calcando piano le orme
di quel possente tempio Arciniano.
Elisabetta Polatti ( tutti i diritti riservati )
Ultima modifica di elisabetta polatti : 27-07-12 alle ore 14:46
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