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Vecchio 05-02-13, 08:08   #1
Abriga.it
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Predefinito La sbronza? E' consapevole

«Il vino ha il carattere del fuoco e la forma dell'acqua, è spiritoso, ti fa dimenticare il dolore e diventare sempre più allegro. Stai attento però, perché può rubarti la ragione, il vino è olio versato sul fuoco, rende gli intelligenti più intelligenti e gli stupidi più stupidi».
Il piccolo viaggio dal bicchiere alla luna inizia con una citazione di un autore cinese, ma nel mondo della letteratura ce ne sono a bizzeffe di riferimenti al tema dell’alcol. Se è vero come è vero che già Omero, nell’VIII secolo a.C. nell’Odissea scriveva: «Il vino mi spinge, il vino folle, che fa cantare anche l’uomo più saggio, e lo fa ridere mollemente e lo costringe a danzare, e tira fuori parola, che sta meglio non detta».
Insomma il vino “padre” degli uomini, se non si volesse essere troppo blasfemi, è il filo rosso dello zibaldone di citazioni o false citazioni, aforismi e parodie del fortunato libro “Elogio della sbronza consapevole” che gli scrittori Enrico Remmert e Luca Ragagnin hanno presentato, venerdì sera, all’albergo Ristorante Fancoli di Castionetto (che incorpora la libreria Voltapagina) di Angelita Pierro e Laura Bonat.
Naturalmente non poteva che esserci miglior modo per farlo se non con le gambe sotto il tavolo, il bicchiere di vino (sempre pieno o sempre vuoto, a seconda dei punti di vista e delle preferenze) sul tavolo e un menu valtellinese da favola. «Sapienza e perizia» sono le due doti di R&R evidenziate dalla giornalista de “La Provincia di Sondrio”, Sara Baldini, che ha presentato gli autori impostando la serata convivial-letteraria fra brio e divertissement. Niente lezioni dotte sulla storia della letteratura dedicata al vino (e le numerose tesi di laurea sul tema del vino nell’antichità classica ne sono un esempio), ma un’occasione per parlare del buon bere. Il libro - i due scrittori torinesi - lo hanno scritto dieci anni fa o, forse sarebbe meglio dire, hanno fatto un immane lavoro di ricerca e raccolta nel mare magnum della letteratura per racchiudere nel libretto una sorta di collezione. Sta, poi, al lettore fare le riflessioni che desidera, se lo desidera o semplicemente godersi la lettura fra precursori e moderati, classici o esagerati, racconti, il mondo shakerato che dall’Italia arriva alla Grande Madre Russa al Nord America per concludere con una appendice musicale e, ovviamente, che prosit sia…
Remmert e Ragnagnin, fra sciatt (deliziosi!), pizzoccheri e manzole, hanno proposto al pubblico-commensale (sala strapiena, posti esauriti) qualche assaggio. Così il cartesiano “Cogito ergo sum” diventa simpaticamente “Cogito ergo rum”, mentre Raymond Chandler, come sempre acuto, dice: «Come lo vuole il brandy? … Nel bicchiere», il focoso poeta Cecco Angiolieri a fine Duecento si riconosce dal primo verso: «Tre cose solamente m’enno in grado… la donna, la taverna e ‘l dado». Ma attenzione Francis Scott Fitzgerald avverte: «Prima tu prendi un drink, poi il drink ne prende un altro, e infine il drink prende te», mentre un proverbio cinese (forse), per finire come si è iniziato, recita che «da ubriachi è difficile acchiappare un gatto nero in una stanza buia. Soprattutto quando non c’è».
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