Trivigno in declino. Cosa fare?
Quale il futuro di Trivigno? Anche senza il progetto di un metro leggero la località montana di Tirano ha bisogno di rinascere, altrimenti è destinata all’abbandono. Strada verso la quale Trivigno pare si stia incamminato.
Per parlare dei problemi di Trivigno e, soprattutto, del suo sviluppo futuro si è tenuto un incontro fra il Comune di Tirano – presenti il sindaco, Pietro Del Simone, l’assessore al Turismo, Benedetto De Campo, l’assessore allo Sport, Francesco Saligari – i sindaci di Villa e Corteno Golgi, alcuni proprietari di baite e il Cai di Tirano. Assente il Comune di Aprica.
Sul tavolo le criticità della zona: la chiusura alla spicciolata dei ristori (è rimasto solo il ristorante albergo Paradiso), le condizioni soprattutto d’inverno della strada, l’assenza di servizi per il fruitore della pista di fondo. «La domanda che ci poniamo è: ha senso tenere aperta una pista di fondo, attività sportiva che come in generale lo sci ha subito un calo di appassionati, se gli sciatori non trovano un posto dove cambiarsi», lo domanda Luca Panizza dello Sci Cai Tirano, che da anni si dà da fare per la battitura e la gestione dell’anello di fondo. L’associazione tiranese ha a cuore non solo la pratica del fondo a Trivigno, ma in generale la località che si vorrebbe maggiormente valorizzata. «I problemi, per quanto riguarda la stagione invernale, sono sempre gli stessi e irrisolti da anni – dice Panizza -. Forse qualcosa si sta muovendo per il prossimo anno, ma sarebbe necessario partire già da ora con la programmazione degli interventi. Mi riferisco alla mancanza di parcheggio, alla presenza di uno spiazzo dove si alternano pantano o ghiaccio. Servirebbero uno spogliatoio e dei servizi igienici. I gestori di ambienti pubblici hanno man mano abbandonato, così ora è rimasto solo il Paradiso. Se quello è chiuso, dove possono andare i turisti per bere qualcosa di caldo o per andare in bagno?». C’è poi il discorso della strada che arriva a Trivigno che, a detta di molti, non è pulita a dovere d’inverno dalla neve. Fatto che scoraggia gli automobilisti che, per timore di rimanere bloccati, rinunciano ad andare a sciare nella stazione montana di Tirano. In primo piano la valorizzazione della senti eristica della località. «Ci sono tanti sentieri che potrebbero essere sfruttati e proposti per lo scialpinismo, le ciaspole, il trekking d’estate – prosegue Panizza -. Penso anche alla cartellonistica: quanti cartelli indicano a valle la strada per andare a Trivigno? Insomma Trivigno ha grandi potenzialità a prescindere dal coaster, ma bisogna creare qualcosa intorno altrimenti la zona va a morire». Infine una frecciatina Panizza al Comune di Aprica: «Aprica ha sempre spinto su Pian Gembro, mentre la vocazione di Trivigno non è mai stata capita. Mi spiace molto che all’incontro il sindaco di Aprica non sia stato presente».
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