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Vecchio 19-02-14, 07:45   #1
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Predefinito Nuova sfida di Alex Bellini: sopravvivere su un iceberg

Sopravvivere su un iceberg fino al suo completo scioglimento, per un periodo massimo di dodici mesi. L’avventuriero Alex Bellini alla riscossa. Dopo aver attraversato due oceani in solitaria, su una barca a remi di sette metri e mezzo (il Mediterraneo e l’Atlantico nel 2005 e il Pacifico nel 2008), la prossima impresa del giovane originario di Aprica è questa.
Alex ce lo annuncia dall’Inghilterra dove vive da un anno con la moglie Francesca e le figlie Sofia di 4 anni e Margherita di 2 anni. Il tutto avrà inizio nel 2015 per un periodo massimo di dodici mesi, sulle coste settentrionali della Groenlandia, dove gli iceberg si formano.
«Mi metterò su uno di quegli immensi blocchi di ghiaccio galleggianti – dice - e vagherò a bordo di esso, trascinato dalle correnti e dal vento. Avrò con me 300 chili di cibo essiccato, un po' di attrezzatura elettronica e una capsula di sopravvivenza. Si tratta di una specie di salsiccia in kevlar, dal diametro di quattro metri, che viene usata come scialuppa di salvataggio sulle piattaforme petrolifere. Vivrò dentro questa capsula posizionata sull'iceberg finché il ghiaccio non si scioglierà tutto o fino a un tempo massimo di un anno. Dopodiché andrò alla deriva nell'oceano Atlantico, sempre nella mia capsula, finché non raggiungerò la terraferma».
A differenza delle precedenti avventure in cui ha avuto a che fare con rotte da tenere sotto controllo, in questo caso non dovrà raggiungere una meta specifica ma lasciarsi trasportare. Un’impresa totalmente diversa anche dal punto di vista fisico, in quanto non richiede una preparazione atletica maggiore rispetto a quelle che si sono rese necessarie per le attraversate degli oceani o le corse fra i ghiacci o nel deserto. L’esperienza, se possiamo così dire, sarà più spirituale, una dimensione molto cara ad Alex che ha sempre dichiarato di cercare se stesso in questi “viaggi”. Non a caso Alex, quando non è impegnato a preparare la spedizione, opera come speaker motivazionale. «Mi interessa molto l’idea di compiere un viaggio interiore – rivela -, ma l’immagine dell’uomo in attesa su un iceberg riveste anche un altro significato: quello del viaggio di un’umanità intera, di una terra che va alla deriva, che va rispettata e di cui prendersi cura. Non vorrei passare per un moralista, ma semplicemente mi piacerebbe che quanto ci circonda rimanesse bello così». E poi c’è il risvolto scientifico di questo progetto. «Nei dodici mesi potrò osservare direttamente il modo in cui l’iceberg si scioglierà. Potrò effettuare carotaggi e estrarre campioni di acqua e materiali che potranno essere analizzati dagli istituti di ricerca interessati, con i quali ho già preso alcuni contatti». Altra novità: mentre la attraversate sono avvenute in solitudine (seppure con contatti internet quando possibile), ora Bellini sta valutando se accogliere sul “suo” iceberg ospiti temporanei come scienziati, ambientalisti in modo che la “mission” sia maggiormente incisiva dal punto di vista della sensibilizzazione del problema del riscaldamento globale.
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