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Vecchio 26-04-15, 09:02   #1
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Predefinito Il Medioevo? Non è così lontano dall'oggi

Dopo lo scrittore vincitore del Premio Campiello del 2014, Giorgio Fontana, l'Istituto Pinchetti di Tirano ha accolto Pasquale Porro, docente di Storia della filosofia medievale all'Université Paris-Sorbonne, che ha parlato di Dante e la filosofia. All'incontro hanno partecipato le classi del triennio del liceo Scientifico, del liceo delle Scienze Umane e dell'Istituto tecnico commerciali e geometri che si sono trovate di fronte ad un relatore tutt'altro che accademico e pesante. Porro, presentato dal professore di filosofia Ennio Galanga, è riuscito a catalizzare l'attenzione dei ragazzi con un linguaggio semplice, in quella che ha chiamato una «conversazione», non una lectio magistralis. Ed è partito sfatando uno stereotipo legato al Medioevo considerato – a torto - come un periodo diverso ed estraneo a noi. «La struttura della nostra vita quotidiana si è formata in questo periodo – ha spiegato Porro -: alla mattina quando ci alziamo spalanchiamo le finestra. Questo è un gesto medievale, perché prima non c'erano le finestre, come pure gli occhiali da vista, i pantaloni, i bottoni, le forchette. E ancora nel Medioevo, che ha intessuto il nostro modo quotidiano di vivere, sono stati istituiti ospedali e università». Un periodo, dunque, per nulla intollerante o misterico, caratterizzato non da un pensiero dogmatico e chiuso. Il passo successivo è stato quello di “tradurre” il pensiero dantesco per i ragazzi che tendenzialmente si entusiasmo per l'Inferno, ma perdono interesse quando devono studiare Purgatorio e Paradiso. «Tutto quello che viene proposto nei programmi scolastici rischia di essere vissuto come imposizione, ma ci sono margini per scoprire aspetti del pensiero dantesco che possono offrire spunti interessanti – ha detto Porro -. Ad esempio una delle idee innovative di Dante, all'inizio del XIV secolo, è quella di rendere la filosofia accessibile a tutti». Secondo il docente bisogna partire proprio da qui: capire che il sapere non è solo qualcosa di specialistico, ma un desiderio innato in noi, che risponde alla ricerca della felicità, principio generale tra l'altro della filosofia medievale. «La conoscenza è fonte di felicità, non un obbligo. Contribuisce alla possibilità di realizzarci come essere umani: tenere presente questo orizzonte può essere utile». Ideatrice dell'incontro con Porro la professoressa Angela Chindemi che ha preparato gli studenti in questi mesi e che lavora, come ha sottolineato la dirigente Francesca Fumagalli, perché la scuola diventi un «centro di cultura».
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