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Vecchio 30-03-10, 07:58   #1
Abriga.it
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Predefinito Non soli nel crescere i ragazzi

“Non di solo papà e mamma vivono i figli” è il titolo del libro scritto dal pedagogista Marco Tuggia e proprio sul tema dell’appartenenza dei figli si è parlato venerdì sera all’auditorium Mascioni a Villa di Tirano a chiusura del progetto “Sinergie educative”: Tuggia, ponendo il suo punto di vista di esperto e di genitore, ha illustrato l’indagine svolta per capire come i genitori di 50 anni fa si regolavano con i figli. Egli stesso si è trovato di fronte all’assioma: bravi figli vengono da bravi genitori, cattivi figli vengono da cattivi genitori. Sarà vero? «Una condanna questa, un vincolo così forte che dà l’immagine sociale e condiziona sia i figli che i genitori – ha detto -. Parlando con i nonni ho voluto capire com’era una volta e cosa è cambiato. Ebbene in passato i figli non erano bene esclusivo dei genitori. Nel percorso educativo entravano il parroco, i nonni, gli zii, c’erano una responsabilità allargata, più fiducia e una condivisione che diventava corresponsabilità. In pratica la responsabilità era diluita in un contesto sociale».
Poi è subentrata la diffidenza dell’altro (della persona al di fuori del genitore) ed è stata messa in discussione nello stesso tempo anche l’autorità paterna. Si è creata così una confusione nel bambino che, quando non ha punti di riferimento, si trova spaesato. Ogni genitore faceva (e fa) per conto suo, la parrocchia è cambiata, i nonni e la scuola sono stati visti come antagonisti della famiglia. Quale la ricetta dunque? «Bisogna riprendersi una corresponsabilità allargata basata sulla fiducia – ha detto Tuggia presentato dal dirigente scolastico Maurizio Gianola -, senza nutrire malfidenza per le agenzie esterne. I genitori oggi hanno un esagerato senso di possesso, ma per contraddizione non hanno più tempo per occuparsi da soli dei figli. Si cercano così spesso figure a pagamento, le cui motivazioni sono diverse da quelle che possono avere i parenti o la scuola».
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