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Aprica: PII bloccati al Tar?
I tre piani integrati di intervento presentati dal Comune di Aprica potrebbero essere bloccati o, per lo meno, procrastinati nella loro esecuzione da un ricorso al Tar: stata notificata al Comune, come conferma il sindaco Carla Cioccarelli, la notizia di un ricorso al Tribunale amministrativo regionale sui PII che interessano tre opere: l’adeguamento dell’ex albergo Aprica, la riqualificazione dell’area tennis e la realizzazione della piazza a S.Maria. Progetti che sono stati oggetto di acerbe discussioni in consiglio comunale, ma anche fra la popolazione. Il progetto dell’ex albergo Aprica, per di più, è stato il motivo della spaccatura dell’amministrazione e quelli che ora sono stati ribattezzati i dissidenti della maggioranza Carla Della Moretta, Carlo Ferrini e Bernardo Corvi.
Ma vediamo il motivo di questo ricorso formulato, a quanto pare, da un aprichese che ora vive a Milano. Ciò che viene contestata è la modalità di svolgimento dell’iter legato alla Vas, ovvero alla valutazione ambientale strategica. Per essere ancora più precisi si contesta chi abbia convocato la conferenza della Vas cioè il responsabile dell’ufficio tecnico – il geometra Gianmario Svanosio, da poco andato in pensione -, ritenuto non sufficientemente autonomo per attuare il provvedimento, avvenuto nel marzo 2009. Un caso simile viene citato. Davanti al Tar è pendente, infatti, anche un ricorso presentato al Comune di Cermenate, in provincia di Como, per lo stesso motivo. In quel caso, però, la Vas è relativa all’approvazione del Piano del governo del territorio; ad Aprica, invece, riguarda il Piano integrato di intervento. Procedimenti, forse, differenti ma bisognerà capire quale sarà l’esito del ricorso comasco, in discussione in questi giorni, per poter meglio individuare anche la questione del Comune orobica. Bisogna anche dire che il Comune di Aprica si è assoggettato alla Vas per i tre Pii, ma l’autorità competente – la Provincia – avrebbe riferito che i piani erano esclusi dal procedimento in quanto troppo piccoli.
Tecnicismi a parte che dovranno comunque trovare conferma con comunicazioni ufficiali, quello che preme e che interessa la comunità di Aprica è il futuro dei tre piani integrati di intervento, certamente molto dibattuti in paese. La domanda è: verranno tutti bloccati in attesa che il Tar si sia espresso? Parliamo – lo ricordiamo – dell’adeguamento dell'ex struttura ricettiva albergo Aprica con realizzazione di abitazioni, residenze turistico alberghiere, strutture commerciali, parcheggi ed una piazza, ribattezzato nel corso di un consiglio comunale da Diego Plona, capogruppo di minoranza, «una speculazione edilizia gravata dall'impatto ambientale e privo di qualsiasi valenza di pubblica utilità». Parliamo della piazza di S. Maria dove un complesso degradato è stato demolito e al suo posto dovrà essere realizzata una piazza, sotto un parcheggio, nelle vicinanze una struttura da destinare come sede dei Vigili del fuoco, del Soccorso alpino e magazzino comunale. E parliamo infine dell’area tennis, di proprietà dell’Istituto di sostentamento del clero ora acquisita dal Comune per uso sportivo e ricreativo, una parte della quale in base alla convenzione verrà edificata dai precedenti proprietari e in un’altra ci sarà l’ampliamento di una struttura commerciale già presente.
«Difenderemo con le unghie i nostri Pii. Non vorremmo che con il ricorso si desse seguito a manovre d’altri senza controllo». Poche parole ma esplosive quelle del sindaco di Aprica, Carla Cioccarelli, in merito al ricorso al Tar formulato da un aprichese ora residente a Milano sui tre Piani integrati di intervento: riqualificazione di ex albergo Aprica, area tennis e costruzione della piazza a S. Maria.
Da tre anni, d’altra parte, l’amministrazione sta lavorando con convinzione a questi piani che vorrebbe vedere realizzati presto. «Abbiamo preso contatti con il legale che ci seguirà – afferma il sindaco – e stiamo valutando il da farsi. Quello che posso dire per certo è che i Pii verranno difesi strenuamente da noi, perché ci crediamo e perché c’è un grosso tornaconto per l’amministrazione comunale che si traduce in opere e oneri». Opere come la piazza S. Maria e quella nell’ex albergo Aprica e l’area di fruizione pubblica ai tennis. Oneri come i 700mila euro che entreranno nelle casse del Comune, suddivisi fra 500mila euro ex albergo Aprica e 200mila euro piazza S. Maria. Proprio a S. Maria, seppure il piano integrato non sia ancora partito, un’ordinanza comunale emessa per una questione di sicurezza, ha imposto la demolizione del complesso incendiato mesi fa e dove dovrebbero sorgere posteggi interrati e piazza pubblica sopra.
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