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Vecchio 19-04-11, 08:20   #1
Abriga.it
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Predefinito Dalla Valtellina a Como per arte

Dalla Valtellina a Como per far conoscere la propria produzione artistica; per di più appena restaurata: è il viaggio che il gruppo del “Compianto sul Cristo morto” dei fratelli De Donati proveniente dalla chiesa di san Bartolomeo di Caspano di Civo, farà con la mostra che questo pomeriggio (alle 17) verrà aperta nella chiesa di S. Giacomo in piazza Grimoldi a Como e che resterà aperta fino al 17 luglio. Il complesso, composto da otto figure in legno dipinto e dorato scolpite a tutto tondo, è solitamente collocato all’interno della cappella della Pietà, la terza di destra nella parrocchiale di Caspano, piccolo borgo che ha conosciuto nei tempi passati momenti di notevole splendore grazie alla nobile casata dei Paravicino, che lo elesse quale sua dimora esemplare, arricchendolo di architetture e splendidi arredi.. Mancano finora riferimenti documentari per il Compianto attribuito, su basi stilistiche, fino agli anni Ottanta a un artefice locale del XVII-XVIII secolo. Solo i più recenti studi lo riconducono più correttamente al primo Cinquecento, in specifico alla mano di Alvise (o Luigi) De Donati e alla sua bottega. I volumi e i tratti squadrati delle figure e i panneggi, che alternano pieghe più morbide a spiegazzature cartacee, sono caratteri distintivi dei fratelli di Alvise, Giovan Pietro e Giovanni Ambrogio, così come altri stilemi caratteristici e ricorrenti, come la sporgenza dei bulbi oculari e la resa schematizzata dei capelli, che cadono in grosse ciocche cordonate.
L’infelice intervento di scomposizione, tramite tagli decisi di numerose porzioni delle figure, ricollocate in uno spazio reso esiguo dall’inserimento di finte rocce in muratura, di rimodellamento a gesso e di ridipintura, lontana dalle cromie originali, operato, su probabile richiesta del parroco, intorno al 1929 dal pittore e plasticatore Eliseo Fumagalli (Delebio 1887-1943), aveva in parte alterato la percezione delle relazioni profonde tra le figure del complesso ligneo. L’intervento di restauro, finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed eseguito in due lotti dalla ditta Luca Quartana di Milano, dal 2007 al 2010, ne ha restituito a pieno i valori formali e cromatici, il delicato equilibrio dei gesti e degli sguardi.
Prima operazione è stata la demolizione progressiva delle modifiche e ricostruzioni plastiche in gesso operate sulle singole sculture; questo ha permesso il recupero di tutti i frammenti originali che sono stati lentamente ricomposti. E’ stato possibile ritrovare ampie stesure della policromia originale, conservatasi sotto la ridipintura, e procedere al risanamento della materia lignea.
Si è scelto di reintegrare porzioni di modellato significative, andate perse nell’intervento di modifica, giungendo in fase finale a un ritocco pittorico con coloranti in miscela cerosa stesi a velatura.
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