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Vecchio 22-09-11, 08:08   #1
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Predefinito Fiorenza: "Non sottroaiamo terreni all'agricoltura"

«Se vogliamo che la valle mantenga la sua vocazione agricola, dobbiamo preservare il territorio»; poche parole, ma chiare e concise quelle che vengono dal presidente della Cooperativa ortofrutticola di Ponte in Valtellina, Gianluigi Quagelli, sulla trasformazione dell’area agricola della Fiorenza, nel territorio comunale di Piateda, in area edificabile e la conseguente realizzazione del “Villaggio Valtellina”.
Dopo la presa di posizione della minoranza consigliare e dell’Arpa che hanno presentato osservazioni al Piano del governo del territorio, nel quale è inserito per l’appunto l’ambito di trasformazione che interessa la Fiorenza, scende in campo anche la Cooperativa ortofrutticola formata da 557 soci che possiedono una superficie di 220 ettari coltivati a melo e una produzione media di 10mila tonnellate di mele.
Quagelli precisa che, nel merito, la questione non attiene alla Cooperativa, ma «ci sentiamo in dovere di esprimere una considerazione dal punto del contesto agricolo – afferma -. L’agricoltura, per essere mantenuta, ha bisogno di terreni e se sempre più terreni vengono sottratti a questa attività si va verso una contrazione delle condizioni per preservare il carattere agricolo dell’area e della valle». Nelle vicinanze della Fiorenza insistono attività agricole per l’appunto, mentre l’area della Fiorenza è di per sé area verde, ma non coltivata. Il progetto, sposato dall’amministrazione comunale di Piateda, prevede che su un terreno di complessivamente 22.341 metri quadrati si insedino – ma ancora cosa esattamente non è stato definito – strutture ricettive, attività commerciali come piccoli negozi che puntino sulla vendita di prodotti locali, residenze private e attività artigianali.
«Faccio osservare – dice ancora Quagelli – che i meleti costituiscono la linea che garantisce il paesaggio e il territorio. Dove ci sono i meleti, non sono sorti i capannoni industriali di cui la Valtellina è purtroppo piena». Quagelli si ferma qui, ma non fa troppo mistero nell’alludere al timore che questa «linea» possa essere inficiata.
«La Cooperativa non ha presentato osservazioni al Pgt di Piateda, perché il nostro è un ragionamento di tipo generale. È chiaro, però, che la nostra idea la possiamo e dobbiamo dire visto che viviamo di agricoltura e di territorio agricolo». E se gli agricoltori dicono “no” alla Fiorenza, minoranza consigliare e Arpa rivendicano un problema anche di tipo ambientale. «Gli effetti negativi derivanti dalla eventuale attuazione dell’ambito di trasformazione (l’oggettivo consumo di suolo e di risorse idriche-energetiche) - ha scritto l’Arpa - devono trovare compensazione in azioni che agiscono sulla riqualificazione del sistema ambientale, quali ad esempio la rinaturalizzazione o il rimboschimento di aree di valenza strategica per lo sviluppo della rete ecologica ovvero la creazione o riqualificazione di aree naturali, quali prati, boschi, aree umide».
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