Non parlava benissimo italiano, usava poche parole ma puntuali, taglienti e sempre azzeccate. Aveva una memoria prodigiosa, una cultura vastissima, un portamento austero, distaccato, che incuteva timore, non amava essere fotografato né ripreso durante i concerti, era una persona profonda, non comune. Un musicista di grande talento indubbiamente, ma per Ponte e per la Valtellina anche un grande amico.
E’ un ritratto commovente e sincero quello che Natale Petruzio, vicepresidente della biblioteca comunale Libero Della Briotta di Ponte in Valtellina, traccia nel ricordare e rendere onore alla figura di Gustav Leonhardt, uno dei massimi interpreti della musica antica, clavicembalista, autorevole organista e direttore, che si è spento a 83 anni ad Amsterdam il 16 gennaio scorso. Leonhardt conosceva bene la Valtellina e, in particolare, Ponte in Valtellina per esserci stato parecchie volte.
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