La storia della ferrovia in mostra
Domenica 30 maggio apre i battenti la mostra sulla storia della Ferrovia del Bernina: si tratta dell’esposizione più ambiziosa mai realizzata dal Museo Poschiavino, su oltre 200 metri quadri, il percorso presenta fatti, immagini e oggetti spettacolari di un secolo di storia della ferrovia e della sua valle. La costruzione di una ferrovia è più di un progetto tecnico. Certo la via ferrata che valica il passo del Bernina, aperta esattamente 100 anni fa, è il sogno realizzato di arditi ingegneri arrivati da lontano, ma è al contempo un progetto fortemente voluto dalla popolazione locale. Dalla sua nascita, è ormai un’arteria commerciale per l’economia e un elemento di mobilità, lavoro e sviluppo per la popolazione. Insomma, quello che oggi è patrimonio dell’umanità Unesco è più che un pittoresco trenino rosso che sbuffa e fischia salendo la china: è – oggi come ieri – un po’ il cuore pulsante della regione. Il Museo Poschiavino ha colto l’occasione per raccontare questa storia fatta di molte sfaccettature. Nel percorso allestito al Palazzo de Bassus-Mengotti si parla così delle origini del progetto, di turismo engadinese e di una Valposchiavo che non voleva più attendere la sua coincidenza con il futuro. Si ricordano i finanziatori arrivati da lontano e gli ostacoli politici e economici, si evocano speranze e opportunità. C’è spazio pure per la tecnica applicata capace di vincere i quasi 2.000 metri di dislivello in meno di 40 chilometri. L’esposizione si sviluppa in cinque sezioni su due piani del Museo Poschiavino. Si parte dal contesto storico e sociale della Belle Epoque, la stagione che vede esplodere il turismo in Engadina. Lungo un viadotto ideale che oltrepassa le antiche mura dell’edificio si scoprono poi i cardini del progetto, si seguono la realizzazione dell’opera e gli sviluppi paralleli avvenuti nella regione. Da ultimo, il viaggio nella storia della Bernina offre uno spaccato di tecnica applicata. Motori e circuiti, binari e linee elettriche, pantografi e convertitori: tutti i segreti del funzionamento della ferrovia e dei progressi raggiunti in 100 anni sono esposti e spiegati nella grande rimessa a pianterreno e in un piccolo laboratorio annesso. Le fotografie, gli oggetti e i documenti esposti provengono in primo luogo dalle collezioni della Ferrovia retica e della Società Storica Val Poschiavo, ma fondamentale è stato il contributo della popolazione locale. In margine ai festeggiamenti ufficiali, previsti il 18 giugno a Poschiavo, la Società Storica Val Poschiavo presenterà una pubblicazione bilingue (I/D) che affronta un aspetto ancora praticamente sconosciuto: la storia degli operai che hanno costruito questa importante linea ferroviaria. La mostra, aperta fino ad ottobre, è stata realizzata e concepita da Daniele Papacella, Gustavo Lardi e Mario Costa. La grafica e la realizzazione tecnica sono di Pierluigi Crameri e Luca Bonetti. Hanno collaborato Arianna Nussio (operatrice culturale Pgi Valposchiavo) e Santina Bolandrini (curatrice del Museo).
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