Ecco il progetto fotovoltaico di Teglio
Un impianto fotovoltaico con filari di pannelli solari appoggiati a terra con un telaio di acciaio con altezza massima pari a 2,30 metri, un impianto con una potenza di 745,20 kwp (ovvero kw “picco” la potenza massima di un impianto fotovoltaico) su una superficie di 5261 metri quadrati e una produzione di energia elettrica annua di un milione di kwh. Costo dell’investimento 3 milioni di euro, rendita annua di circa 460mila euro.
Questi i numeri del progetto della “discordia”: l’impianto fotovoltaico a terra che dovrebbe sorgere a mezza costa in località La Piana a Teglio da parte della società Sagi, con sede a Tovo, di Gian Antonio Pini. Da ieri il progetto è all’albo di Teglio e della Provincia, ente – quest’ultimo – che, dopo l’esposizione per 15 giorni, avrà 30 giorni di tempo per comunicare la convocazione della conferenza dei servizi durante la quale la Provincia dovrà esprimere parere sulla realizzabilità dell’impianto, mentre il Comune di Teglio dovrà rilasciare parere dal punto di vista paesaggistico. Intanto il polverone si è già levato prima in consiglio comunale con l’atto di indirizzo contrario del sindaco, poi da parte di Coldiretti, ieri l’altro con l’intervento dell’europarlamentare Fiorello Provera che ha manifestato dubbi e suggerito un referendum popolare. In base allo studio presentato, i terreni della società Sagi, affittati con regolare contratto da parte di Gianpiero Reghenzani (capogruppo di opposizione consigliare della Lega a Teglio), sono situati in località La Piana in prossimità della strada vicinale che da Pragianello conduce a Prato Valentino. I terreni si trovano in mediocre stato di conservazione in quanto in questi anni sono stati parzialmente abbandonati dalla proprietà e per questo motivo sono diventati radura o bosco perdendo la loro vocazione di prati o pascolo. Secondo il progetto – i cui progettisti per le opere edili sono Nicola Colotti di Villa e Roberto Bruni di Teglio (consigliere di minoranza) - l’intervento, dunque, è volto «alla salvaguardia dei terreni e per quanto possibile delle culture e dei fabbricanti esistenti – si legge -, cercando di garantire il territorio rurale montano». I pannelli solari saranno in file distanziate di 4,50 metri, ciascuna fila è costituita da un telaio metallico fisso su cui saranno fissati due ordini di pannelli solari. L’impianto di produzione – che utilizzerà la sola radiazione solare senza alcuna produzione di rifiuti o immissione di gas di carico nell’atmosfera - sarà recintato con reti di ferro zincato e ci sarà la posa di pali metallici per l’illuminazione del perimetro dell’area e per il sistema videosorveglianza e allarme. Sempre in base allo studio la tipologia dei manufatti e le opere di mascheramento messe in atto renderanno l’opera poco invasiva, con impatto visivo nullo ad un osservatore situato a poca distanza. L’impianto verrà collegato a quadri di comando per la cessione dell’energia prodotta ad Enel. Lo start up della struttura è prevista per il 1 gennaio 2011, con una durata di 3 mesi dei lavori. Passando agli ultimi dati: il prezzo medio dell’energia sarà di 0.098 euro /kwh, l’incentivo conto energia 0.346 euro/kwh, la media ore irraggiamento annuo 1.326. Dunque si prospetta una rendita annua di 460mila euro. «Noi stiamo seguendo tutte le normative in Italia e Lombardia, non capisco questo continuo tam tam per il progetto tellino – afferma Gian Antonio Pini -. Se qualcuno ha qualcosa da dire, lo dica in conferenza dei servizi. Chiunque può esprimere la propria opinione anche Provera, ma poi tutto dovrà essere dimostrato dalla realtà dei fatti».
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