Sperimentazione a pedali
Nella nicchia di una storica casa della contrada di S Tomaso a Tresivio – improvvisato palco per via del maltempo – Roberto Tardito suona da solo: eppure chi entra nel giardino per ascoltare la sua musica dice: «Ah, è un musicista solo. Strano, sembrava un complesso». Difatti è questa l’impressione che il cantautore piemontese dà sabato sera al concerto, voluto in occasione della festa in contrada. Solo, ma tanti. Il segreto sta, come ci rivela egli stesso prima del concerto, in una pedaliera con la quale sovrappone i suoni in tempo reale e così è come se fossero in quattro a suonare, invece è solo uno. Il giovane musicista lo spiega anche al pubblico: «Aggiungo una percussione ad un’altra. Registro un suono dopo l’altro per arrivare ad un “massa” che è il sottofondo dei testi». Sperimentazione, quindi. Che il pubblico gradisce. A colpire anche la strumentazione: quattro chitarre, un bodhran, ovvero uno strumento a percussione irlandese, un’armonica e percussioni etniche. Tardito a Tresivio presenta «cose sue», come dice lui, brani scritti in questi anni che parlano di vita e morte, sogni, desideri, speranze e delusioni. Pezzi delicati, quasi romantici che il pubblico vario – ci sono bambini, ragazzi, adulti e anziani seduti ad applaudire – dimostra di apprezzare. Diversi i brani dell’ultimo album “Porto Argo”, il luogo mitico dove erano sbarcati gli Argonauti alla ricerca del vello d’oro. Come Porto Argo anche l’album di Tardito diventa simbolo della ricerca della conoscenza. E se in un brano, scritto dall’adolescente Roberto a 15 anni, si dice: «Io sono il profeta, voi gli ignoranti», non c’è da offendersi. La frase è tratta dal libro del poeta Gibran. Il cantautore piemontese, al contrario, quasi arrossisce quando lo si definisce il «pupillo» di Peter Gabriel che, nel 2007, lo ha scelto, grazie al suo album “Controvento”, per partecipare al progetto internazionale WE7. Il ragazzo gira l’Italia in tour quest’estate per far conoscere la sua musica, per fare esperienza. «Insegno a Torino e questo mi permette di avere del tempo per poter occuparmi anche della mia passione».
Serata molto gradevole avvenuta nel contesto di una manifestazione paesana che ha saputo coniugare, con intelligenza, aspetto festaiolo e cultura. Così anche nel pomeriggio di ieri con lo spettacolo teatrale “Divertirsi con il Decamerone” del Ctp Sondrio che ha divertito e fatto pensare e, nei due giorni, con la mostra delicata e personalissima dell’artista, pontasca d’adozione, Sandrine Pillon che ha esposto ceramiche e video artistici.
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