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Spassose risate, "gratis"
Mica non la conosce, lui, la Valtellina; eccome che la conosce: ha abitato per due mesi a Poggiridenti e per sei mesi a Fusine, adora pizzoccheri e vino, ha iniziato ad esibirsi in provincia nei primi anni Novanta quando i capelli ce li aveva ancora e pesava 30 kg in meno. Lui è uno dei pochi ad aver preso una sbornia con il Braulio. E poi è così bello vivere in Valtellina. In un attimo, con le strade comode che ci sono, arrivi dappertutto.
Diceva sul serio o scherzava il cabarettista di Zelig Sergio Sgrilli, sabato in piazza Cavour a Tirano, invitato a ravvivare la serata di “Tiranoautunno”? Non importa tanto, perché la sua esibizione doveva far ridere. E ha fatto ridere davvero una città intera riunita in piazza. Tantissima gente, anche di fuori, accorsa sia per la rassegna autunnale sia per sentire le esilaranti gag del comico toscano, ops della «Maremma maiala», come dice lui. Estroverso come può essere un toscano, simpatico come un comico, umile come un professionista, Sgrilli a Tirano è arrivato con la sua Harley Davidson che ha parcheggiato vicino al palco. Sei ore e mezzo di moto da Viterbo, dove si era esibito la sera prima, fino a Tirano per rientrare ieri a Grosseto. «Quanti che siete – ha esordito -!. Eh, già quando lo spettacolo è gratis, è così che funziona». La gente si è fermata per la sua carica che ha trascinato in spassose risate il pubblico con battute goliardiche, infarcite anche di qualche parolaccia, che ha imbarazzato i genitori con al seguito i bambini piccoli. Loro, i bambini, invece se la sono goduta ridendo e magari non capendo tutte le battute, molte delle quali attingevano dalla sfera sessuale. Sgrilli ha voluto fare un riassunto dei cinque spettacoli che da anni sta portando in giro per l’Italia e ha anticipato il sesto, che si intitolerà “Nel nome dei padri”, una vera e propria rappresentazione teatrale che racconta di sei paternità. In primis la sua, visto che Sergio il 5 gennaio è diventato padre di Matilde. Ed, evidentemente, l’aver assistito al parto gli ha dato spunto per divertenti argomentazioni. Ma poi, in una carrellata delle sue esibizioni, ha parlato male delle donne, fisse con la dieta, che amano le scarpe, costringono l’uomo a mettere le pattine in casa e a scivolare così sulla moquette. Ha motteggiato anche gli uomini, i padri, le città che ha conosciuto, la Roma a volte superficiale, la Napoli dei furti, la Milano dei “bauscia”. Fin quando ha preso la chitarra, perché Sgrilli non sa ancora bene se fare il comico o il cantante, e ha fatto morire dalle risate «scomponendo e analizzando» alcuni testi di canzoni famose. Ha pure inciso un album che gode della collaborazione, tutta valtellinese, dei Circo Abusivo. «Chissà che ci rivedremo ancora a Tirano per farvi conoscere il mio nuovo spettacolo e il mio disco…». Di sicuro il pubblico ci conta.
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