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Degne di nota La notizia in tempo reale....... o quasi

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Vecchio 17-04-11, 09:04   #1
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Predefinito Bambini "costretti" a cambiare scuola

La riforma, che ha già duramente colpito la scuola primaria, ora va a sferrare una “batosta” anche nella scuola secondaria di primo grado, l’ex media per intenderci: caso eclatante a Villa di Tirano dove le attuali due classi quinte elementari, composte una da 15 alunni e una da 14 alunni, potrebbero diventare un’unica prima media di “soli” 25 alunni, fra cui due disabili (uno grave al 100% ed uno al 50%). Per i quattro studenti in esubero non ci sarebbe “posto” e questi sarebbero invitati a scegliere un’altra scuola in un altro paese. A raccontare l’assurdità di questa situazione sono le famiglie stesse di questi quattro bambini che, da un giorno all’altro, per motivi non facili da spiegare a piccoli di 11 anni, si ritroverebbero a cambiare compagni e addirittura paese.

LE FAMIGLIE
«Il problema sta in questi termini – spiega Sandra Mondora -: io e un’altra famiglia abitiamo a Campagna sul confine fra Villa e Bianzone, mentre una famiglia marocchina con due figli abita a Motta bassa che amministrativamente insiste sotto il Comune di Teglio, di fatto è considerata villasca. Nel mio caso una strada divide Villa da Bianzone e io abito a 3 metri dal confine, ma pago le tasse al Comune di Villa. Mio figlio ha sempre frequentato le scuole a Villa, prima quella dell’infanzia, poi quella primaria. Il catechismo e la prima Comunione li abbiamo fatti a Villa. I nonni, che mi aiutano, abitano a Villa. Insomma siamo a tutti gli effetti di Villa, ma per la legge dei numeri ora dovremmo andare da un’altra parte. È paradossale».
«Nel mio caso l’abitazione sottosta il Comune di Bianzone, ma ho sempre usufruito dei servizi di Villa – aggiunge, invece, Lucia Tognela -. Lavoro tutto il giorno e sono i miei genitori, che abitano in paese, ad occuparsi dei miei figli quando escono da scuola. L’aspetto assurdo è che ho un figlio che già frequenta la prima media nella scuola di Villa e dovrei essere costretta a iscrivere il secondo figlio, quello che a settembre inizierebbe la prima media, in un’altra scuola (Teglio o Tirano, nda)?». L’analisi di Tognela, però, investe anche la futura classe prima. «A parte il mio disagio, mi domando come possa funzionare bene una classe di 25 alunni con due disabili. Non credo che sia una soluzione pensabile questa. Non si può risparmiare soldi a discapito dell’apprendimento dei bambini».
Situazione irreale anche a Motta, piccolo borgo collinare di Villa diviso in parte nel territorio comunale di Villa e per una piccola porzione nel comune di Teglio. Ma chi vi abita è cittadino di Villa. La famiglia marocchina, che da poco risiede lì, incontrerebbe difficoltà a spostare i figli.
Da qui la decisione di scrivere e rendere pubblico il problema. Le mamme, infatti, stileranno una lettera di classe per evidenziare la questione dal punto di vista generale e una lettera singola per i bambini “esclusi”. La missiva, in cui si spiegheranno i problemi collettivi e individuali, sarà inviata all’ufficio scolastico provinciale e all’ufficio scolastico regionale. A loro il compito di decidere se sarà possibile una deroga e l’istituzione di due classi prime medie nel rispetto delle esigenze didattiche e umane dei bambini e delle famiglie.

IL COMUNE
La richiesta che il sindaco di Villa intende fare è quella di poter derogare rispetto all’attuale normativa, vista la delicata situazione contingente, per consentire la formazione di due classi in cui vi siano i due studenti disabili e anche i 4 che ad ora dovrebbero esserne esclusi. Parla di «difesa strenua» il sindaco di Villa di Tirano, Giacomo Tognini, quando si riferisce al grosso problema che incontrerà la futura prima media del paese: una classe di 25 alunni con due disabili, in cui non potrebbero entrare – per una questione numerica – altri 4 studenti. Difatti in base al decreto n. 81 del 2009 il tetto di classi con un disabile sarebbe di 20 elevabile a 25 in caso non si possa sdoppiare la classe. E qui i numeri ci sarebbero per smembrarla, ma potrebbe non esserci l’organico visti i tagli che la scuola sta subendo. Con tutte le conseguenze che la situazione porterebbe in primis alle famiglie e poi ai Comuni che sarebbero interpellati per organizzare un trasporto scolastico. «Ho scritto inizialmente una lettera all’ufficio scolastico provinciale, ai Comuni di Bianzone e Teglio e ai genitori interessati – spiega Tognini -. Ora sono in attesa di un appuntamento con il provveditore per vedere come risolvere il caso. Questi bambini sono considerati di Villa e non è giusto che vengano lasciati fuori». E poi sbotta: «Se non si riesce a trovare una soluzione, allora ahimé la nostra scuola è in mano a degli incapaci e incompetenti. Che si risparmi su qualcosa d’altro, ad esempio con qualche dirigente scolastico in meno accorpando le scuole!».

LA SCUOLA
La stessa dirigente scolastica della scuola media Trombini (in cui è compresa la sezione di Villa), Francesca Fumagalli, è convinta che le ripercussioni di questo tagli «si avrebbero anche sui Comuni cui le famiglie richiederebbero di organizzare un trasporto scolastico». Nel caso di Motta e di Bianzone per andare alla media di Tresenda di Teglio, dunque. «Ad ora non ci è stato comunicato l’organico della scuola media – dichiara Fumagalli, reggente a Tirano, dirigente dell’istituto comprensivo di Grosio -, siamo in una fase di “interregno”, ma se non ci concederanno la seconda classe questa è la situazione che si paventa. Il problema è molto complicato perché si considera il confine amministrativo e non quello geografico».

LE CONSEGUENZE SOCIALI
Bambini che hanno conosciuto i propri amichetti nel parco giochi del paese o della frazione, che con questi bambini abbiano iniziato a frequentare la scuola materna e poi la scuola dell’infanzia. Che siano andati a catechismo insieme e poi abbiamo ricevuto la Prima Comunione. Ed ora? Ora sarebbero costretti a iscriversi – non per scelta delle famiglie come talvolta capita – alla scuola media di un altro paese, lasciando compagni, classe, scuola e paese. In una parola: sradicamento. Usa questo termine il dirigente scolastico della scuola media Trombini, Francesca Fumagalli, per spiegare la situazione emotiva e psicologica in cui si potrebbero trovare i quattro studenti che finora hanno frequentato scolasticamente e socialmente Villa di Tirano e che, per i tagli agli organici scolastici, potrebbero essere dirottati su altre scuole (Tresenda di Teglio, la più vicina). «Trovo che dal punto di vista pedagogico, didattico e umano sarà un problema per i bambini il doversi allontanare dalla realtà dove finora sono stati accolti – afferma la preside -. Si tratterebbe di uno sradicamento di situazioni di frequenza assodate negli anni e di amicizie. Ci sarebbe anche una difficoltà oggettiva per i genitori, finora appoggiati dai nonni». Nel caso dei due studenti di Motta – frazione di Teglio – marocchini, è il sindaco Giacomo Tognini a far presente che gli stessi «servizi sociali hanno dichiarato che i bambini si sono inseriti bene nel contesto scolastico e che sarebbe opportuno proseguire su questa linea». Le famiglie interessate dall’eventuale allontanamento dalla media villasca sono naturalmente perplesse: «Quando mio figlio ha saputo di questo possibile spostamento ci è rimasto molto male – dice Sandra Mondora -. Abitiamo a tre metri dal confine di Villa, ma il bambino ha amici e interessi in paese». «Io lavoro tutto il giorno, i miei figli vanno a mangiare dai nonni, stanno a Villa tutto il giorno», aggiunge Lucia Tognela. Ricadute sociali e psicologiche, dunque, nei 4 “esclusi”, ma non bisogna dimenticare anche gli altri studenti: i 25, compresi i due scolari disabili, che si troverebbero in un’unica classe. Non sarebbe semplice per l’insegnante lavorare con una classe così numerosa e con elementi con difficoltà certificata.
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