Recinti contro l'orso
L'orso è intelligente, non va sottovalutato; a nulla serve mettere barriere fisiche come reti o filo spinato perché l'orso si arrampica e salta; per evitare che l'orso faccia danni agli alveari, l'unico sistema di prevenzione sono le recinzioni elettrificate che rappresentano per esso una barriera psicologica. L'orso si avvicina alla recinzione, fa da conduttore, prende una scossa di 4-5mila Volt e, spaventato, non ci riprova più o, per lo meno, si allontana per un po’.
È questo il segreto per trovare una forma di compatibilità fra la presenza dell'orso, ormai attestata anche in provincia di Sondrio, e l'attività dell'apicoltura. Se n'è parlato venerdì sera alla fondazione Fojanini dove Ersaf, in collaborazione con WWF Lombardia e su incarico della Regione, ha promosso un incontro rivolto agli apicoltori della provincia all'interno del progetto europeo Life Arctos. Dopo l'incontro rivolto ai cacciatori nei mesi scorsi, è toccato alla categoria degli apicoltori – rappresentata da Gianpiero Moltoni di Apilombardia – chiedere come gestire la presenza del grande predatore nella cui dieta onnivora c'è anche, ovviamente, il miele.
«È importante correre ai ripari quando si ha un danno, perché l'orso torna la notte successiva – ha spiegato Carlo Frapporti del WWF che da trent'anni si occupa di orsi -. Le opere di prevenzione sono costituite dalle recinzioni elettrificate, di cui esiste qualche tipo diverso. Facile, efficace e veloce da montare (in soli 15 minuti) è il recinto che si posa sul terreno e si sfila, oppure c'è una recinzione potenziata stabile alimentata con pannello solare per le postazioni fisse di alveari. Importante che le fasce siano non meno di cinque e non troppo distanti dal terreno, altrimenti l'orso passa sotto». I recinti sono disponibili in comodato d'uso gratuito, per il tempo dell'alpeggio, rivolgendosi al WWF o alla Provincia. Dieci sono quelli che la Provincia di Sondrio ha a disposizione (uno è già stato assegnato), ma il numero potrebbe aumentare, visto che l'orso è presente in Valle ormai dal 2007. «Tre gli orsi identificati, oltre a due orsi differenti non noti - ha spiegato Maria Ferloni della Provincia di Sondrio -. Dall'estate 2009 è presente nella parte retica, prima in Valmasimo e poi Valmalenco, di passaggio in Alta Valle e nel Tiranese. Ha predato qualche pecora, ma si tratta di una presenza tranquilla. La Provincia ha pagato, quando non c'era ancora la polizza regionale, 2650 euro di danni per 13 pecore e 5 arnie nel 2009, 6 pecore predate nel 2010. Stiamo seguendo il problema dell'orso fin dagli anni Novanta quando il Trentino stava ragionando sull'introduzione, nel 2011 abbiamo adottato i provvedimenti in caso di danno, con i tempi di richiesta, intervento e accertamento. Siamo disponibili per qualsiasi necessità anche ora».
Elisabetta Rossi della Regione ha fatto presente anche la stipula di una polizza in via sperimentale per rimborsare danni a cose e animali dai superpredatori senza alcuna franchigia (nel 2011 sono 4 episodi di danni segnalati per un importo di 2.400 euro) con tempi di liquidazione intorno ai 4-6 mesi. Infine Stefano Peterlana - apicoltore professionista trentino con 500 alveari, che ha a che fare da anni con l'orso - ha illustrato il funzionamento, la manutenzione e la gestione dei recinti, spostati in base alle segnalazioni (dei cacciatori, spesso).
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