Quasi 500mila quintali dai boschi al teleriscaldamento
«In un momento in cui tutte le aziende sono in crisi, le imprese boschive lavorano e riescono pure ad assumere». Walter Righini, amministratore delegato, sviscera questo aspetto legato all’attività del teleriscaldamento a Tirano. Nel marasma delle polemiche che il servizio sta suscitando da anni ormai, c’è una nota positiva che va a vantaggio di chi lavora e dell’ambiente che ci circonda.
La Tcvvv ha, infatti, aumentato, nel corso degli anni, la quantità di biomassa destinata alla centrale e, soprattutto, è cresciuta la quantità di legname proveniente dai boschi rispetto a quella proveniente dalle segherie. In base ai dati che vengono diffusi dalla società del teleriscaldamento, fra il 2011 e 2012, sono stati ritirati 484.666 quintali di biomassa di cui 250.739 quintali dai boschi, ovvero il 51,7 per cento del totale. Dalle segherie sono provenuti 136.251 quintali, ovvero il 28,1 per cento, mentre dalle potature 2.099 quintali (0,4 per cento) e dal cosiddetto medium rotation forestry (biomasse legnose ad accrescimento rapido) 94.477 quintali, cioè il 19,5 per cento. Numeri che hanno un significato se confrontati con le ultime annate: ad esempio nel 2008-2008 la biomassa proveniente dal bosco era solo 44.045 quintali (10,4 per cento), mentre quella dalle segherie 349.011 quintali (82,1 per cento). Nel 2009-2010 si è passati a 98.606 quintali di biomassa dai boschi e 225.404 dalle segherie, mentre l’anno seguente dai boschi sono arrivati 174.809 quintali, dalle segherie 157.324 quintali.
«Abbiamo superato nell’ultimo anno il 50 per cento di materiale conferito alle centrali dal bosco, mi auguro che si sia avviato questo percorso positivo – afferma Righini -. Ritiriamo dal bosco il materiale di basso valore, mentre quello pregiato va alle segherie. Tutte le aziende in questo momento sono in notevole crisi, le ditte boschive sono le uniche che riescono a lavorare e ad assumere personale. Quindi mi pare che l’obiettivo della Regione Lombardia di avviare questa filiera abbia preso piede bene».
Peraltro lo stesso assessore alle Attività Produttive del Comune di Tirano, Francesco Saligari, sta lavorando a livello di mandamento, con la Comunità montana, i Comuni e i privati per riuscire a costituire un consorzio che consenta di far intervenire le imprese boschive del territorio nella coltivazione del bosco.
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