Teatro in dialetto fa il pienone
C’è anche un “altro” teatro che riempie le sale e fa divertire il pubblico con grasse risate dall’inizio alla fine. E’ il teatro dialettale che in Valtellina spopola. La dimostrazione viene dal tutto esaurito che sta registrando la dodicesima edizione della rassegna “Teatrando” che, anche nel week end che si è appena concluso, ha raccolto all’auditorium Mascioni centinaia di spettatori. In scena, sia sabato sia domenica sera, la compagnia “di casa” La Nuova instabile di Stazzona che ha rappresentato “Car al me gèndar”, liberamente ispirato ad un testo di Govi, importante voce del teatro vernacolare ligure. Dal dialetto genovese a quello villasco il passo è stato compiuto dalla compagnia di Stazzona – frazione di Villa, dove la passione per il teatro è ormai atavica – che ha lavorato per mesi per preparare lo spettacolo. Undici attori oltre ai preziosi volontari che danno un mano per luci, musiche e scenografie per un totale di 20 persone unite semplicemente dal desiderio di stare insieme facendo qualcosa di divertente (la compagnia di Stazzona non è, infatti, associazione). Ed ecco a Villa il racconto di un marito scomparso, delle presunta vedova compatita dai vicini, dal padre della donna che si indispettisce, finché arriva un cugino di Montecarlo che porta alla luce gli scheletri nell’armadio. Risate a più non posso nel corso della serata e una buona raccolta di fondi che andranno in beneficenza. La compagnia Dal fil de fer di Dubino con “ Fiur, dulur e …sodisfassiu” di Renato Bonola reciterà sabato 6 aprile, si proseguirà con Il Monello di Regoledo di Cosio con “Così non vale” di Luciano Lunghi” e infine il gruppo teatrale di Livigno Carcent con “Doppia coppia” di Luca Giacomuzzi che chiuderà la rassegna sabato 20 aprile.
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