Mondiali di canoa vicini, ma l'ostello è chiuso
È stato argomento di discussione nelle due precedenti campagne elettorali ed è tema ancora caldo quello della realizzazione dell’ostello nell’ex Opera Pia Guicciardi di Piateda. In passato il pomo della discordia è stata la progettazione ed ora il fatto che l’ostello, ad un mese dai campionati mondiali di canoa, non sia ancora aperto. Se n’è parlato in consiglio comunale martedì sera a Piateda, visto che la minoranza ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto lumi su tempi, spese e progetto dell’opera.
«La mia amministrazione aveva affidato la progettazione all’architetto Pietro Stefanelli – ha affermato il capogruppo di Piateda Aperta, Martina Simonini -, poi quando Aldo Parora è diventato sindaco ha revocato l’incarico dandolo a Manuela Zecca e poi, alla fine, è intervento anche Franco Spada, responsabile dell’ufficio tecnico. Non condividiamo questi balletti sul progetto e riteniamo che non sia normale che ci siano stati tre progettisti per un’opera pubblica. Si presumeva che per i mondiali la struttura fosse pronta, invece no e ritengo che sia stata persa un’occasione d’oro, vista la vetrina data da questo evento sportivo».
Il sindaco, dal canto suo, ha replicato che l’ostello non è ancora aperto perché si è privilegiato il risultato finale. «Ci interessa la qualità, non abbiamo traguardi e tempistiche stringenti – ha risposto Parora –. Anzi un’inaugurazione in fase elettorale avrebbe potuto anche farci comodo, ma non è quello cui punto. I mondiali sono importanti, ma in vista di allora almeno la piazza esterna, con una pavimentazione in porfido e lastre di granito e panchine, sarà pronta».
Relativamente alla gestione, l’amministrazione non ha ancora approntato un piano, ma intende procedere con un affidamento esterno mediante procedura di gara pubblica con il criterio di selezione dell’offerta economicamente più vantaggiosa e non a maggior rialzo rispetto al canone di locazione. Tra i criteri verrà attribuito valore importante alla possibilità che l’ostello possa rappresentare veicolo di sviluppo dell’attività sociale e sportiva legata al territorio. «Non ci interessa soltanto l’aspetto economico – ha precisato il sindaco -, ma vorremmo la garanzia che chi lo prenderà in gestione lo tenga aperto 365 giorni all’anno e che lo stesso sia funzionale al turismo che gli gira intorno». Per quanto riguarda l’avvicendamento di professionisti nella redazione del progetto (la ristrutturazione è costata 1 milione 220mila euro, oltre 100mila euro di manutenzione straordinaria degli impianti e dell’area esterna), Parora si è difeso dicendo che il progetto della cordata Simonini era «esagerato» e che la popolazione preferiva «per affetto» che l’ostello restasse com’era. «Dunque, una volta subentrata la mia amministrazione, ci è sembrato poco rispettoso chiedere a Stefanelli di rivederlo – ha concluso -. Lo ha fatto l’architetto Zecca nei venti giorni di tempo che avevamo. Una volta che il Comune ha potuto disporre del responsabile dell’ufficio tecnico, lo studio è stato rivisto valutando la possibilità di creare due nuove camere al secondo piano e una nel sottotetto. Inoltre sono stati ampliati gli spazi nel seminterrato in modo da aumentare la superficie a servizio dell’attività».
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