I Kanguri se ne vanno
Dopo anni di malfunzionamento, i “Kanguri”, ovvero le macchine computerizzate per la raccolta differenziata dei rifiuti, saranno smantellate e portate via da Aprica, con gran beneficio anche ambientale visti i risvolti antiestetici che hanno provocato. I dispositivi dovranno essere rimossi al più presto e se ne dovrà occupare la Brambilla che, a suo tempo, li gestiva. Quello che doveva essere – nelle intenzioni – un progetto pilota per lo smaltimento di carta, plastica e rifiuti speciali si è rivelato un vero flop, che ha dato all’inizio cattivi risultati nel conferimento del rifiuto e poi un problema legato alla difficoltà di interrompere il progetto che godeva di finanziamenti regionali. Con la conseguenza che, nonostante i “Kanguri” da tempo non siano funzionanti, molte persone – soprattutto ignari turisti – hanno lasciato il proprio sacco o rifiuto (anche ingombrante) davanti alla macchina prendendola, forse, per una piazzola di raccolta. Questi tempi sono finiti.
«Il contratto stipulato anni fa con la Brambilla Servizi Ambientali spa prevedeva, in caso di contenzioso, l’obbligatorietà di un ricorso all’arbitrato (l’arbitrato è uno strumento con cui si risolvono le controversie civili e commerciali, in alternativa alla via giudiziaria. La caratteristica fondamentale dell’istituto è che sono le parti a scegliere i soggetti che decideranno la loro controversia, ovvero gli arbitri, nda) – afferma il sindaco, Carla Cioccarelli -. Su istanza della Brambilla è stato proposto l’arbitrato. Ora la sentenza ha condannato la società alla rimozione, a proprie spese e cura, dei “Kanguri” che si trovano tutti ancora sul territorio. Abbiamo provveduto alla registrazione della sentenza». A questo punto non dovrebbe essere troppo lontano il giorno in cui le ingombranti macchine verdi verranno caricate su camion e portate via. Anche se il sindaco non si sbilancia su quando l’operazione verrà conclusa, dovrà essere la società ad occuparsene. In caso contrario lo farà il Comune, rivalendosi sulla Brambilla spa. Intenzione dell’amministrazione è quella di ripristinare le aree trasformandone alcune in punti di sosta con panchine e arredi e altre in area di conferimento del vetro (con la sostituzione della campana con una struttura più estetica, in sasso o in legno). E così si chiuderà il capitolo “Kanguri” partito ufficialmente nel novembre 2004, costato un miliardo e 700 milioni delle vecchie lire, suddiviso fra un contributo regionale di 240 mila euro e l’investimento di Tecno-cad, la ditta che aveva fornito i macchinari di cui otto strutture interrate e dodici fuori terra. L’iniziativa non ha avuto alcun costo per il Comune, dunque, seppure non siato mancati un disservizio nei confronti degli utenti e il conferimento abusivo in prossimità delle piazzole di raccolta.
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