E’ musica per Lamotta
La sua figura ha contribuito alla crescita musicale di Sondrio e della provincia e lunedì 5 aprile sarà ricordata, naturalmente in musica: si terrà nella chiesa di S. Eufemia a Teglio il concerto “In ricordo del maestro Angelo Lamotta” organizzato dagli amici, dai coscritti del 1935 e dalla famiglia del fondatore dell’Accademia musicale sondriese “A. Lamotta”. La manifestazione avrà inizio alle 18 con la celebrazione della Santa Messa, mentre alle 18.30 è previsto il concerto che sarà tenuto da Mauro Conti al flauto, Barbara da Paré all’arpa e Alessandro Bono al violino. Vario il programma che sarà presentato al pubblico pasquale di Teglio, fra cui sicuramente tanti amici e conoscenti di Lamotta.
Si partirà con W. A. Mozart - Là ci darem la mano - Don Giovanni, (1756-1791), per proporre V. Bellini - Casta diva - Norma (violino e arpa) (1801-1835), poi G. Bizet - Minuetto - Arlésienne (flauto e arpa) (1838-1875), G. Verdi - Sì, la stanchezza mi opprime - Il Trovatore, (1813-1901). Il concerto proseguirà con J. Massenet - Mèditation - Thais (violino e arpa) (1842-1912), G. Bizet - Intermezzo - Carmen (flauto e arpa) (1838-1875), J. Offenbach - Barcarola - I racconti di Hoffmann (1819-1880), P. Mascagni - Intermezzo - Cavalleria rusticana (violino e arpa) (1863-1945), G. Puccini - O mio babbino caro - Gianni Schicchi (flauto e arpa) (1858-1924), L. Delibes - Duetto dei fiori – Lakmè (1836-1891).
Lamotta, nel lontano 1973 diede vita nel capoluogo all’Accademia Musicale "De Matteo". Purtroppo ora il suo nome è un altro: l’Accademia è infatti intitolata ad Antonio Lamotta, il valente musicista - figlio di Angelo e della moglie Maria - strappato alla vita non molti anni fa da una malattia inguaribile. Il dolore più grande, più atroce, quello della perdita di un figlio, per sopportare il quale i genitori si impegnarono ancora di più nell’attività dell’Accademia che ora più che mai, venuta a mancarne l’anima, ovvero Angelo, continua nel segno della musica e dell’armonia a forgiare nuove leve in grado di tenere alto lo spirito che il musicista le seppe imprimere.
|