Tiran l'è 'n gran Tiran
C’è il sindaco, Pietro Del Simone, impersonato da un bambino, cappelli a spazzola brizzolati, golfino azzurro sulle spalle, che arriva con l’immancabile bicicletta, c’è Marco, il “factotum” del Comune, come dice egli stesso, jeans e corposo mazzo di chiavi che penzola, personaggio alquanto brontolone ma gran lavoratore, poi ci sono operai, Giacomino dei Portici che, contattato al telefono, sbraita arrabbiato, le donnine che parlottano e le piccole chisciolere. E’ una carrellata di personaggi “importanti” e comuni quella che lo spettacolo “Tiran l’è ‘n gran Tiran” ha rappresentato sul palco del cineteatro Mignon di Tirano giovedì sera. E – aspetto davvero apprezzabile – chi è riuscito a dare un’immagine, potremmo dire, fedele della città tiranese e dei suoi meccanismi sono gli studenti del terzo livello della scuola dell’infanzia Quadrifoglio di Madonna di Tirano. Un gran lavoro, non c’è che dire, che mostra sia quanto siano preparati i bambini sia quanto sia valido il corpo insegnante della scuola del circolo didattico di Tirano. Perché se i testi e le coreografie sono di Giliola Ambrosini – suggeritrice della serata, anche se gli studenti sono stati bravissimi -, gli insegnanti hanno lavorato e pure i genitori per i costumi. Notevole anche il fatto che i bambini abbiano recitato parti corpose in perfetto dialetto tiranese. Ai piccoli sono stati proposti molti contenuti per farli maturare con autonomia e senso civico. La storia – che parte con un’ambientazione in piazza della Stazione – inizia con la notizia, apparsa su un sito internet (divertente la gag fra Marco e un operaio su cosa sia internet) da parte di un osservatore per conto della Commissione Patrimonio Unesco per cui Tirano è la più bella città del mondo. Si lavora in piazza perché treni speciali sono in arrivo carichi di turisti di ogni lingua pronti ad ammirare le bellezze della cittadina. Marco – non discostandosi tanto da quanto è stato detto proprio durante il centenario del trenino dai politici – si stupisce che treni arrivino «da tutto il mondo, quando è un miracolo che un treno arrivi puntuale da Bianzone»… In piazza c’è chi piantuma fiori e chi pulisce. Il sindaco, dal canto suo, è molto preoccupato per il discorso multilingue e si affida alla Maria Luisa e al suo amico Giovanni. Arriva il giorno atteso (il calendario degli eventi è oggetto del pettegolezzo delle signore fuori dalla basilica), ma uno sciopero delle Ferrovie blocca il treno dei turisti. Colpo di scena finale il sindaco da scolaretto diventa … grande. Sul palco sale il sindaco vero in carne e ossa, il “Galet”, con il suo inseparabile cellulare che rassicura che di gente ce n’è tanta. Tutti pronti a rendere onore con i propri applausi alle danze del gruppo folkloristico, alla banda (i bambini di 2 anni e mezzo e 3 anni) diretta da un piccolo maestro Ivan Nussio, al coro Monti Verdi (i bimbi di 4 anni).
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