Giacomo Occhi trionfa al Teglio Festival
E’ Giacomo Occhi, il ventenne attore di Milano con un futuro che si prospetta scintillante il vincitore della quarta edizione del Teglio Teatro Festival Valtellina. La consegna del premio – un lavegin e una pergamena – è avvenuta giovedì sera nella sala polifunzionale di Teglio dopo una giornata intensa di appuntamenti culturali. «Il nostro desiderio era animare Teglio con la cultura – ha detto Agnese Bresesti, anima della rassegna – e favorire scambi di civiltà». A trionfare, come detto, è stato Occhi con i suoi “I dodici difetti capitali, monologhi di un clown”, portato in scena al teatro Vittoria di Ponte, ma di cui il giovane attore ha dato un gustoso assaggio anche a Teglio, confermando la sua bravura. A lui il primo posto «per aver saputo presentare con pungente ironia, mai banale, le nevrosi del nostro tempo, mostrando versatilità attoriale nella caratterizzazione dei vari personaggi – si legge nella motivazione della giuria presieduta da Maurizio Gianola -. La regia ha convinto per la capacità evidenziata nel sottolineare con musiche di qualità e spessore e con un impianto luci sobrio ma efficace la freschezza del contenuto. La messa in scena, essenziale ma in linea con lo stile interpretativo assunto dall’attore, è risultata di rara efficacia comunicativa ed ha fatto risaltare ancora di più le doti canore e la capacità recitativa di Giacomo Occhi». Due menzioni speciali sono andate a Mira Andriolo per “Il libro di Rut” per l’«intensissima interpretazione e per l’opportunità offerta ad un pubblico variegato di apprezzare un testo ricco e profondo comprendendone appieno la sacralità» e per Marco Ballerini in “Io, Alessandro”, «per il coraggio e la professionalità messa al servizio di un testo inedito di così profondo spessore che ripropone, attraverso la parola di Manzoni, la lettura degli inni sacri».
Giovedì sera Ballerini ha proposto, infatti, il monologo in cui ha seguito una strada, mista di storia e d’invenzione, facendo diventare partecipe dell’impresa lo stesso poeta lombardo rappresentandolo quale interprete originale (questa è invenzione) dei suoi scritti (questi sono autenticamente suoi), nel momento di esprimere sentimenti ed emozioni spirituali, proposti in un contesto che parla di Dio e, in particolare, dell’uomo rivolto a Lui.
Durante la serata anche (presente il cardinale Francesco Coccopalmerio) la proiezione del documentario sulla realizzazione di una monumentale via Crucis in pietra di saltrio, per la chiesa di SS. Pietro e Paolo di Rovello Porro (Como) realizzata da Gabriele Di Maulo. Il filmato vuole porre l’attenzione dello spettatore sulla necessità di tornare a concepire opere nelle quali l’idea sia sostenuta da un’approfondita conoscenza dello strumento espressivo. Il documentario mostra parte di ciò che si cela dietro la lunga preparazione della Via Crucis: la composizione attraverso il linguaggio simbolico, la tecnica, il lavoro manuale e l’estetica di un artista.
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