Quando l'amore nasce via mail
Secondo appuntamento, martedì 25 novembre, con la rassegna Sondrio Teatro che è partita già con un segno più. «Abbiamo venduto 213 abbonamenti paganti – dice, infatti, Lorenzo Minniti –, ovvero dieci in più dello scorso anno. Siamo soddisfatti». Con il sorriso, dunque, si attende il secondo spettacolo “Le ho mai raccontato del vento del Nord”, tratto dal capolavoro editoriale di Daniel Glauttauer venduto in milioni di copie in tutto il mondo. Sul palco Chiara Caselli e Roberto Citran diretti da Paolo Valerio.
La storia prende spunto da una mail inviata all’indirizzo sbagliato e tra due perfetti sconosciuti scatta la scintilla. Come in una favola moderna, dopo aver superato l’impaccio iniziale, tra Emmi e Leo si instaura un’amicizia giocosa, segnata dalla complicità e da un rinnovato romanticismo telematico che avvince ed appassiona. Daniel Glattauer ci fa immergere in una storia d’amore di tempi moderni, era internet, ma dai contenuti d’altri tempi; un amore epistolare, platonico, celebrale, eppure intenso proprio perché idealizzato e astratto, esente da difetti e imperfezioni donate dalla vita e dalla convivenza di tutti i giorni. Ci si può dunque innamorare senza vedersi, senza sentirsi. Si può trascorrere il tempo pensando ad un’altra persona mai vista, ma che, solo con le parole, scritte, ci è entrata dentro. Si può aspettare il segnale acustico e il simbolino della posta su di un monitor con un’intensità capace di far passare in secondo piano l’altra vita, quella terrestre, quella vera. Ma qual è la vita vera? Dietro alla vita borghese di Emmi c’è qualcosa che finora nessuno ha colto, come dietro alla vita professionale e sentimentale del professor Leo. La cosa straordinaria è che riescono ad andare così in profondità solo grazie al potere delle parole, un potere che oscilla tra l’essere penetrante, misterioso, affascinante, malinconico, sensuale e così frizzante al punto tale che non ci si staccherebbe mai da quella catena incessante di e-mail. Anche se più che e-mail sono piccoli frammenti di vita messi per iscritto, sono le anime di due persone che si mettono a nudo coprendosi dietro allo schermo del computer, che per loro non è un ostacolo o un mezzo attraverso cui descriversi come non si è, ma è il mezzo per uscire dall’ipocrisia dell’apparenza. Una storia priva di un io narrante, senza ambientazioni, solo una lunga sequenza di messaggi, ma non per questo meno coinvolgente, leggera, che riesce ad essere briosa divertente, emozionante e che alla fine, inevitabilmente, pone una riflessione sulla scelta tra rimorsi e rimpianti.
Ingresso 22 euro, biglietto all’uffici relazioni con il pubblico del Comune di Sondrio, tel.0342-526311/12.
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