Via al circuito dei castelli
Un anello di quasi 20 chilometri con partenza da Sernio e arrivo a Grosio e ritorno per conoscere il territorio e, in particolare, i suoi castelli: si intitola “circuito dei castelli” il progetto della Comunità montana di Tirano che sarà realizzato la prossima primavera e che vedrà il collegamento fra le località dell’alto Tiranese, tutte unite sotto l’egida della storia, dell’arte e dello sport.
Il progetto, del costo di 250mila euro di cui 25mila euro di fondi dell’ente comprensoriale e 225mila euro di finanziamento sulla legge 102/90, comporta infatti il recupero di percorsi tematici lungo. In questo ambito sono stati percorsi e rilevati i principali sentieri presenti nella zona e si prevede di recuperarli in modo adeguato per collegare i paesi di fondovalle ai beni archeologici presenti a mezza montagna quali i castelli di Grosio, di Mazzo di Tovo e la torre di Vione. Allo scopo di valorizzare e mettere in rete beni di valenza comprensoriale è previsto un deciso intervento di ripristino di tutti i collegamenti tra le varie rocche fortificate in modo tale da rendere visibile ed inequivocabile un unico tracciato. Attualmente il tracciato del “sentiero dei castelli” è molto eterogeneo utilizza strade asfaltate secondarie, strade agricole sterrate, mulattiere, sentieri ben segnati e sentieri in fase di abbandono. «La finalità di questo lavoro – spiega Claudio Zubiani che ha redatto il progetto per la Cm - è quella di rendere più omogeneo questo percorso e di realizzare opere in grado di resistere al tempo e agli eventi atmosferici. Tre le modalità previste: la manutenzione con sistemazione del fondo, pulizia della sede stradale, ripulitura della vegetazione della scarpata a monte e a valle; il ripristino con sistemazione del fondo e delle scarpate, avendo cura di stabilizzare le scarpate di monte e di valle con un cordolo un pietra a secco o la risagomatura per i tratti di sentiero semi abbandonati e difficilmente visibili.
Il sentiero che, dunque, in parte andrà a percorrere strade già esistenti o che devono essere sistemate, in parte andrà ad interessare anche i centri storici come nel caso di Sernio salirà in sponda orobica e scenderà in sponda retica e sarà indicato con i segnavia bianchi e rossi. «Il 29 settembre è indetta la conferenza dei servizi fra la Comunità montana, i Comuni interessati e la Soprintendenza per il Paesaggio, vista la valenza ambientale del sito – afferma Piero Patroni della Cm , mentre l’appalto dei lavori dovrebbe essere la prossima primavera». Dal punto di vista politico è il pensiero del vicepresidente e assessore al Turismo dell’ente mandamentale, Dino Negri, che sottolinea l’importanza dell’opera per il territorio, «per diversi aspetti – fa presente Negri –: il recupero di una parte dell’esistente che viene valorizzata e sistemata, la fruizione del territorio in modo salutare attraverso l’ambiente, la conoscenza della storia e dell’arte, il potenziamento del flusso turistico».
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