Ulisse e i ragazzi di oggi
Ulisse, uomo dal “multiforme ingegno e dalle alte qualità morali”, è il personaggio chiave che gli studenti della scuola secondaria di Tresenda di Teglio hanno analizzato nel laboratorio teatrale, sfociato con uno spettacolo. Il racconto prende avvio da un’interrogazione che deve essere preparata, proprio sull’Odissea, da un alunno di scuola media il quale, addormentatosi con il libro aperto, viene bruscamente svegliato da 4 soldati achei che lo confondono con Ulisse e gli chiedono di far finalmente finire quella guerra che durava da 10 anni. Da qui prende spunto il racconto dei ragazzi che immaginano questo nuovo Ulisse (anche se lui dice di chiamarsi Luigi e di abitare a Castello dell’Acqua) affrontare con i suoi compagni di viaggio molte avventure e incontrare personaggi molto strani, tutti appartenenti al mondo fantastico della mitologia greca. Il tema del viaggio, ricco di insidie nascoste in ogni dove (i lotofagi, che oggi definiremmo spacciatori di false felicità, le sirene, che cercano di stordirci con la pubblicità e di toglierci l’uso della nostra volontà), guida il racconto scenico che assume toni di coralità con l’intervento di ragazzi più piccoli nelle parti degli animaletti della maga Circe o del gregge di ovini del ciclope Polifemo. Non poteva mancare un siparietto dedicato all’Olimpo, con Zeus, Giunone, Minerva e Mercurio, come anche la presentazione della bella Calipso, ammaliatrice per antonomasia, o ancora la ricostruzione della reggia di Itaca con gli odiosi Proci, principi ingordi e avidi di denaro e potere. «Si è trattato di una favola moderna basata su un testo classico del passato, rappresentata con la spontaneità e la voglia di comunicare tipica dei ragazzi – spiega il dirigente, Maurizio Gianola -. Un aiuto importante alla rappresentazione è stato dato dalla scenografia, soprattutto grazie ad una ricostruzione semplice ma efficace del famoso cavallo di Troia ricostruito con materiali poveri ma molto imponente, per simulare anche visivamente l’inganno dei soldati nascosti nella sua pancia». La presenza di un pubblico attento e numerosissimo ha ricompensato i ragazzi dello sforzo impiegato nell’affrontare un tema così impegnativo mentre la regia di Carmen Ambrosini ha contribuito a dare una compattezza narrativa che non ha stancato neanche gli spettatori più piccoli. «Il messaggio che i ragazzi e gli insegnanti hanno voluto sottolineare – prosegue - si riferisce alle qualità morali dell’eroe greco, alla sua capacità di affrontare le varie situazioni che si presentano senza paura e non perdendo mai di vista il traguardo da raggiungere. In questo percorso Ulisse ha sempre cercato comunque l’aiuto degli altri e questo, al termine dello spettacolo, è stato anche l’augurio rivolto a tutti i presenti, da parte degli interpreti, di saper trovare la forza di vivere con coraggio e di sperimentare la ricchezza della solidarietà umana».
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