Prima lo hanno provato sul palco del cineteatro Mignon e poi, in uno stupendo pomeriggio di fine maggio, al Castellaccio di Tirano applauditi calorosamente dai loro genitori. Parliamo dei 37 studenti delle classi quarta (sezioni A e

della scuola primaria Credaro di Tirano, che hanno portato in scena con la regia di Davide Benedetti, lo spettacolo “Gemma un’eroina a Castello” liberamente tratto dalla fiaba contemporanea Fata Flora e Orco Veleno di Elena Bendinelli e dalla leggenda spagnola “Lo scialle”.
«Il laboratorio fa parte di un progetto più ampio "Tra castelli, fiabe e cavalieri riscopriamo la storia di ieri" che gode del patrocino del Comune di Tirano e dei Distretti Culturali e che è inserito nel circuito provinciale dei progetti “Un curricolo di scuola per il patrimonio culturale valtellinese" – spiegano le insegnanti Enrica Cattalini, Marisa Garbellini e Vilma Tognini -. Il lavoro nato come continuazione di un percorso laboratoriale didattico-creativo sullo studio e sulla conoscenza degli aspetti culturali, artistici e storici della città di Tirano denominato “I sensi della città” e realizzato lo scorso anno. I bambini hanno studiato il territorio e il paesaggio, palazzi e monumenti, storia economica, storia sociale. Le fonti, cui sono state attinte le informazioni, sono gli archivi locali (civici, scolastici, biblioteca comunale), i beni culturali del territorio come il paesaggio, le architetture, i palazzi e in modo particolare il Castello di Santa Maria». In questo modo è stato suscitato negli studenti il gusto di riscoprire il passato, rivivendo l'esperienza attraverso i giochi di ruolo e la rappresentazione teatrale. Gli approfondimenti hanno, inoltre, riguardato i temi di storia ambientale e sociale legata al Castello di Santa Maria e, più in generale, ai palazzi di Tirano e ai castelli del Sentiero dei Castelli, per creare le basi per la costruzione di un quadro di società e di civiltà. La scelta del Castello di Santa Maria come luogo della rappresentazione teatrale è stata azzeccatissima perché ha promosso la valorizzazione del monumento suggerendone il possibile utilizzo come sede per rappresentazioni, mostre, momenti di incontro. «I bambini sono stati educati a tutelare, valorizzare e promuovere i beni territoriali e artistici dell’ambiente di vita – concludono le insegnanti – e si è formata in loro una prima consapevolezza che i beni artistici ambientali devono essere vissuti come parte integrante del territorio e come una risorsa dalle molteplici possibilità di utilizzo».