Scoperta inedita a palazzo Guicciardi: quadraturisti monzesi
Scoperta inedita e carica di significato quella che, domenica pomeriggio, sarà presentata a Ponte in Valtellina, all'interno di “Ponte in fiore”, per la precisione nel salone di palazzo Guicciardi Cavalieri di Santo Stefano. Parliamo della mano di quadraturisti di Monza sul salone affrescato del sontuoso palazzo, rimasto inaccessibile per tempo. Francesca Bormetti spiegherà come sia possibile che siano stati artisti monzesi – e si scoprirà il collegamento con i gesuiti – ad aver lavorato a Ponte, mentre Augusta Corbellini farà un inquadramento storico e Bruno Ciapponi Landi racconterà la sua esperienza personale, da bambino, nel cortile del palazzo. La scoperta, peraltro, è stata comunicata al convegno “Le arti nella Lombardia asburgica durante il Settecento. Novità e aperture”, organizzato dall'Università Cattolica di Milano in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni storici, artistici e etnoantropologici.
Palazzo Guicciardi in questione si affaccia sulla via con una splendida facciata; purtroppo gli spazi interni sono stati molti rimaneggiati e hanno perduto la loro originaria, sontuosa fisionomia. Si è, però, conservato il soffitto affrescato del salone d'onore, pressoché sconosciuto agli stessi pontaschi, in quanto la casa è rimasta a lungo disabitata e inaccessibile. «L'episodio è riferibile alla metà del Settecento e, in linea con il gusto del tempo, raffigura finti cornicioni e mensole da cui pendono nastri e su cui stanno appoggiati canestri di frutta e vasi di fiori – spiega Bormetti -. In altri termini gli affreschi (o le “quadrature”, volendo usare un termine più tecnico) disegnano finte strutture architettoniche, dilatando verso l'alto la reale spazialità del salone». Bormetti e Corbellini vi hanno riconosciuto la mano di due pittori di Monza, Giacomo Lechi ed Eugenio Ricci, formatisi nell'ambito della scuola dei quadraturisti di Monza e attivi in diverse chiese della città natia (Duomo compreso) e in altri contesti di prestigio, fra Milano, Lodi e l'area bresciana. «La sola incursione in provincia di Sondrio si credeva quella del 1749, quando i due ricevono dei gesuiti del collegio di Bormio l'incarico di completare la decorazione dell'affresco della chiesa di Sant'Ignazio – prosegue -. Sappiamo che i due pittori avevano consuetudine di rapporti con i gesuiti di Monza e Milano. Con ogni probabilità i gesuiti di Bormio si affidarono a loro sulla base di un suggerimento in seno all'Ordine e, forse, qualcosa del deve essere accaduto a Ponte, guarda caso sede dell'altro collegio gesuitico di Valtellina». Le quadrature del salone Guicciardi, portatrici di istanze estetiche nuove per l'ambito valtellinese, sono dunque da ricondurre alla committenza gesuitica e il dato è di interesse non solo locale, a motivo del prestigioso circuito lombardo entro il quale si muovevano i due pittori. L'incontro, che avverrà proprio nel salone del palazzo grazie alla cortesia del proprietario Attilio Martelli, avrà inizio alle 17. Ingresso libero, con prenotazione obbligatoria al 335-6841824.
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