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Degne di nota La notizia in tempo reale....... o quasi

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Old 07-07-09, 08:11   #1
Abriga.it
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“Nel cerchio de la luna a menar d’aggio, che dei pianeti a noi più prossimo erra, perché la medicina può saggio rendere Orlando, là dentro si serra: come la luna questa notte sia sopra noi giunta, ci porremo in via” (XXXIV, 67, 2-8).
Il viaggio di Astolfo sulla Luna per recuperare il senno perduto di Orlando è uno degli episodi più rinomati del poema ariostesco “Orlando Furioso”. Il paladino Orlando, innamorato della bellissima Angelica, è impazzito venendo a conoscenza dell’amore fra la principessa del Catai e Medoro e, per farlo rinsavire e indurlo a rientrare nell’esercito di Carlo Magno, assicurando così la vittoria contro i saraceni, Astolfo viene inviato da Dio a recuperare l’ampolla che contiene il suo senno.
Ebbene nel salone d’onore di palazzo Besta a Teglio i versi ariosteschi vengono tradotti in pittura, negli affreschi dedicati al poema cavalleresco, Ma, forse, non molti lo sanno o li hanno visti. Proprio per far conoscere gli affreschi conservati nel gioiello architettonico rinascimentale, per divulgare il tema ariostesco, per valorizzare palazzo Besta questa mattina sarà inaugurata a Teglio (ore 11) un’iniziativa composita ed articolata per diversi motivi. Primo perché si tratta di una mostra, ma non solo; secondo perché il progetto è stato concretizzato in sinergia da un’equipe di enti : Comune di Teglio, Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano, Biblioteca Braidense, Università di Pisa, Accademia del Pizzocchero, liceo artistico di Morbegno, associazione culturale Bradamante, Hal9000.
L’iniziativa
Il progetto, intitolato “L’Orlando Furioso in Valtellina. Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori”, prevede l’apertura del salone d’onore dove i visitatori potranno apprezzare gli affreschi dell'Orlando Furioso arricchiti da 21 pannelli illustrativi e da una postazione informatica touch screen tramite la quale si potranno ammirare e ingrandire le immagini degli affreschi in alta definizione, realizzate da Hal9000 Haltadefinizione con la medesima tecnica applicata per la riproduzione dell'Ultima Cena di Leonardo. All'interno della postazione touch screen, si potranno anche vedere immagini selezionate tratte dall'edizione del 1547 dell'Orlando Furioso conservata alla Biblioteca Braidense di Milano. Il volume originale sarà esposto nel salone per tutta la durata dell’evento.
Gli obiettivi
L’obiettivo posto con l’iniziativa culturale è quello di avviare un processo di valorizzazione e divulgazione del patrimonio culturale e artistico, prendendo spunto dalle raffigurazioni pittoriche del celeberrimo poema presenti in Provincia di Sondrio (a palazzo Besta a Teglio, a casa Valenti a Talamona e a castel Masegra a Sondrio). La mostra consentirà, infatti, oltre a far conoscere i cicli di affreschi, con conseguente valorizzazione dei palazzi che li ospitano, di far calare il pubblico nel vivace clima culturale valtellinese del XVI secolo.
Gli affreschi
A palazzo Besta le ventun immagini, che decorano il salone d’onore del palazzo, mostrano vari episodi del poema e ognuno di essi è arricchita da un motto latino. La particolarità di tali dipinti è dovuta al fatto che il pittore, nello svolgere il proprio lavoro, si è ispirato alle immagini presenti sul testo dell'Orlando Furioso edito a Venezia da Giolito de Ferrari nel 1542, che doveva far parte della biblioteca di casa Besta (realizzata tra il XV e XVI secolo per iniziativa di Azzo I Besta e successivamente del figlio Azzo II).
Sulle pareti del salone d’onore si snodano ventuno riquadri narrativi ispirati ad episodi dell’Orlando Furioso, inquadrati da una cornice rossa e divisi fra loro da colonnine. Ogni riquadro è accompagnato da una sentenza latina posta sulla cornice lignea sottostante, ed è sormontato da una lunetta a monocromo, alternativamente grigia o rossa, che reca al centro un ritratto clipeato. Gli affreschi devono essere letti in chiave moralizzante, quale rappresentazione di vizi e virtù, come sottolineano i motti in latino tratti dagli “Adagia” di Erasmo da Rotterdam, summa di cultura umanistica che raccoglie massime di autori greci, latini e cristiani. La scelta del programma iconografico si rivela alquanto singolare: prevalgono le eroine femminili, positive o negative, le cui vicende sono descritte con ritmo diverso: quattro i quadri dedicati alla perfida Gravina, sette per Ginevra e Dalinda, mentre Angelica è protagonista di due soltanto. Ci sono, inoltre, riquadri legati al Furioso, ma di carattere allegorico, seguiti da un ultimo momento narrativo, dominato questa volta da un personaggio maschile, Astolfo, paladino inglese protagonista di una delle invenzioni ariostesche più ricche di fascino: il viaggio sulla Luna. La presenza di tante eroine femminili, il suggerimento di una chiave di lettura moralizzante e la presenza di una tematica quale l’ingratitudine delle donne in amore potrebbero indicare una connotazione nuziale.
L’Ariosto tecnologico
Gli affreschi sul Furioso potranno essere conosciuti levando l’occhio verso l’alto, attraverso i pannelli, ma anche tramite la postazione informatica. Inoltre in occasione dell’inaugurazione sarà attivata una sezione, all'interno del sito internet della Soprintendenza (www.architettonicimilano.lombardia.beniculturali.i t) e del Comune di Teglio (http://www.comune.teglio.so.it/Sito_...uale/Avvia.htm), dove si potrà effettuare tramite una riproduzione tridimensionale di palazzo Besta una visita virtuale dello stesso e dell’apparato critico e documentale dell’Università di Pisa.
Il visitatore potrà decidere se guardare l’esterno del palazzo o entrare e farsi attrarre da un affresco. Il sistema è stato semplificato, in modo da dare anche al meno esperto di strumenti multimediali la possibilità di compiere il cammino virtuale. Inoltre le didascalie saranno interessanti per il curioso come anche per lo studioso. Il programma è predisposto per la pubblicazione on line del modello 3D e consente una visita a distanza della mostra proposta e degli ulteriori eventi che verranno organizzati. La finalità non è quella di sostituire la visita “vera” del palazzo tellino, ma di allettare la curiosità di quanti sono lontani, anche fuori Italia che tramite web potranno conoscere Teglio e l’Ariosto.
L’Ariosto del liceo Artistico
I ragazzi del liceo Artistico Gaudenzio Ferrari di Morbegno hanno voluto interpretare a loro modo quella che qualcuno ha definito la “Beautiful” del Medioevo, alludendo alle contorte vicende sentimentali dei protagonisti del Furioso tali da assomigliare alla nota telenovela americana. Oggi, infatti, sarà inaugurata anche la mostra “Presenza a Palazzo” dove personaggi e vicende si mostrano al pubblico in una sorta di magico sogno. Ecco allora valorosi e corposi cavalieri alternarsi a trasparenti fanciulle, cavalli, grifoni, intrighi e battaglie. L’intento è stato quello di ricreare le atmosfere del poema dell’Ariosto, atmosfere rarefatte e magiche ma anche concrete e dolorose, intrise di temi antichi ma tuttora attuali quali l’amore, la morte, la passione, la paura, la follia, l’amicizia. Sentimenti antichi e moderni rappresentati da personaggi a metà fra il reale e il fantastico. Le tecniche utilizzate dagli studenti sono diverse: pittura acrilica e fusaggine su garza, pittura acrilica su tela, carta o compensato, carboncino, pennarelli su carta, sculture in gesso con patine colorate e sculture in compensato assemblato e colorato. Questa mattina, in occasione dell’inaugurazione della mostra, il chitarrista Luca Marazzi eseguirà alcuni brani musicali che aiuteranno ad entrare nella giusta atmosfera.
L’Ariosto in Valtellina
A Teglio è presente il più importante ciclo di affreschi sul tema ariostesco, che si ritrova però anche a Talamona (sulla facciata della cinquecentesca casa Valenti) e Sondrio (castel Masegra), dove l’iniziativa tellina verrà portata i prossimi anni. Il palazzo di Talamona è impostato simmetricamente rispetto al portone d’ingresso e le decorazioni pittoriche si integrano felicemente nella razionale organizzazione architettonica dei pieni e dei vuoti. Il semplice ed elegante impatto decorativo è organizzato su tre livelli, sull’ultimo del quale sono raffigurati, tra le finestre del secondo piano, sei immagini sulle scene dell’Orlando Furioso. Il restauro condotto nel 1999 ha restituito con più chiarezza le immagini. Lo studio della proprietaria del palazzo, Adriana Valenti Airoldi, ha consentito di identificare i sei episodi raffigurati, che saranno oggetto di successivi studi. Sono purtroppo andate perse le immagini del secondo registro, al primo piano, che non sono ormai più leggibili.
Il terzo ciclo, seppure in numero ridotto di immagini e dimensioni, si trova a castel Masegra a Sondrio. Nell’ala rivolta verso la città, al primo piano, si trova una saletta il cui soffitto è costituito da una volta ad ombrello riccamente decorata, che presenta otto medaglioni e quattro lunette con raffigurazioni tratte dall’Orlando Furioso.
L’Ariosto su stampa
L'Università di Pisa ha avviato già da tempo una importante ricerca intitolata “L'Orlando Furioso e la sua fortuna figurativa. Ricerche per un archivio digitale di parole e immagini”. L'indagine universitaria affronta per la prima volta in modo sistematico lo studio della fortuna figurativa dell'Orlando Furioso, partendo dalle edizioni a stampa del 1542 di Giolito de Ferrari. L'Istituto Universitario ha fornito pertanto un contributo scientifico redigendo l'analisi critica delle raffigurazioni pittoriche, relazionandole al testo letterario. Un altro contributo viene fornito dalla Soprintendenza di Brera, che ha curato, per il catalogo, un saggio di analisi storico artistica sugli affreschi di palazzo Besta. Una copia del testo dell'Orlando Furioso edita da Giolito de Ferrari (edizione del 1547) è custodita presso la Biblioteca Nazionale Braidense, partner dell'iniziativa; la Biblioteca ha consentito la scansione in formato digitale delle 46 immagini (una per ogni canto del poema) che raffigurano le varie vicende descritte nel poema, che verranno mostrate a palazzo Besta a corredo dello studio condotto dall'Università di Pisa.
L’Ariosto itinerante
Promettente è il futuro della mostra tellina che approderà prima a Talamona, poi a Sondrio. Un sunto dell’iniziativa sarà esportato a Milano, mentre l’ambizioso obiettivo è quella di portarla al Louvre a Parigi dove solo, un paio di mesi fa, è stata inaugurata una mostra sull’immaginario dell’Ariosto e sull’Ariosto immaginato.
“L’Orlando Furioso in Valtellina” ospitato a palazzo Besta sarà visitabile fino al 10 settembre da martedì a sabato dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17, domenica e lunedì alternati dalle 8 alle 14.

(tratto dal settimanale de "La Provincia di Sondrio" del 4 luglio 09)

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