Niente ascensori in piazza Stazione a Tirano
«Stiamo già lavorando per trovare una soluzione alternativa agli ascensori per superare le barriere architettoniche nel sottopasso della stazione ferroviaria, ma non è una cosa semplice»: così ha risposto il sindaco di Tirano, Pietro Del Simone, in consiglio comunale alla minoranza che ha presentato una mozione al riguardo; quello che voleva essere un «sassolino lanciato nello stagno», come ha definito l’atto il capogruppo di opposizione Gianluigi Garbellini, pare essere caduto in acque già movimentate, visti i contatti che il Comune sta tenendo con le Ferrovie italiane. Nella mozione la minoranza, per voce del consigliere Daniele Pola, ha proposto due soluzioni diverse dagli ascensori, «troppo costosi per la manutenzione, con il costante pericolo di manomissioni da parte di ignoti»: la formazione di un passaggio a raso oppure la formazione di soli scivoli per l’eliminazione delle barriere architettoniche della stazione. «Mi rendo conto che questi discorsi si sarebbero dovuti fare prima – ha detto Garbellini -, ma noi non eravamo in consiglio e, ora, lo sviluppo dei lavori rende tutto difficile, ma la nostra proposta non è del tutto peregrina». Il sindaco, pizzicato su un argomento già scenario di discussioni con la passata opposizione, ha fatto una cronistoria dell’opera, legando l’idea della progettazione degli ascensori alla tempistica stretta per avviare la procedura di reperimento fondi. In pratica pressato dal riconoscimento Unesco e dagli eventi legati alla piazza, il Comune ha dovuto concludere con celerità il progetto, per il quale comunque non sono mancati i finanziamenti. «I risultati stanno venendo: in via Calcagno si sta realizzando l'edificio con sala d'attesa, servizi igienici – ha precisato il sindaco -. Di questo ringraziamo la Provincia e la società di autolinea. L’obiettivo è stato quello di maggiore sicurezza in piazza che esteticamente può piacere o no, ma la vivibilità è migliorata». Entrando nel dettaglio dello studio presentato da “Tirano per tutti”, la proposta del passaggio a raso era stata in passato ipotizzata dalla stessa amministrazione che, però, aveva ricevuto un diniego per questioni di sicurezza. «Adesso con il nuovo capo dipartimento delle Ferrovie, si sta valutando un eventuale attraversamento in superficie che non è così semplicistico, perché sono da considerare il prolungamento dei binari, il blocco dei treni sulla testa, il dislivello di 3 metri da superare con rampe di risalita, la presenza di terreni di proprietà privata. Insomma non è una cosina da niente. Le soluzioni prospettate da Pola non sono attendibili secondo le Ferrovie: lo scivolo non si può realizzare, perché bisogna fare una micropalatura che comporta una spesa notevole, oltre al fattore di distanze e sicurezza. L'altro scivolino per uscire su piazza stazione comporta problematiche come una scala di sicurezza e un edificio da demolire». Rigettata anche la richiesta di una corsa del bus con fermata in piazza Stazione per una questione di sicurezza. Ad animare il consiglio anche l’accusa di «irriverenza» che il sindaco avrebbe mostrato verbalmente nel considerare la proposta di Pola.
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