Antenna sulla scuola: nessun rischio
Nessun rischio di esposizione all’antenna che svetta vicino alla scuola dell’infanzia Anna Camparada di Aprica, né per personale e studenti dell’asilo, né per chi nei dintorni abita. Dopo le indagini effettuate nell’area di pertinenza dell’edificio scolastico, Arpa ha provveduto anche ad effettuare rilievi in altri sette punti significativi nei dintorni dell’impianto di Telecom Italia e di Vadafone Omnitel, oltre ai ponti radio di collegamenti a servizio degli impianti di telefonia. Il risultato è chiaro e inequivocabile: «In esito alle misurazione effettuate – si legge sulla nota dell’Arpa di Sondrio trasmessa al Comune di Aprica -, emerge che l’intensità del campo elettrico a banda larga (100 Khz – 3 Ghz) nei luoghi in esame è ampiamente inferiore ai limiti di esposizione ed al valore di attenzione vigenti, con valori prossimi alla soglia di rilevabilità strumentale». La conclusione, dunque, è questa: «E’ possibile concludere che l’esercizio degli impianti radioelettrici presenti è conforme alle vigenti normative e non comporta alcun superamento dei limiti e del valore di attenzione». Dunque non una, ma ben due rassicurazioni per la popolazione aprichese che, nei mesi scorsi, si è allarmata a fronte dei casi di malattie tumorali in persone che gravitano in quella zona. Inizialmente l’Arpa ha individuato sette punti di misura all’interno e nell’area di pertinenze esterna della scuola. Gli accertamenti strumentali, eseguiti con un misuratore di campo a largo spettro, hanno interessato tutti gli spazi comuni dell’asilo. In pratica le misure dal campo elettrico in banda larga sono state prese dalle tre aule (Genzianella, Stella Alpina e Rododendro), dal refettorio, dalla cucina, in due punti del parco giochi esterno. Poi sono seguite altre misure di campo elettrico che hanno interessato nuovamente il cortile esterno della scuola (in prossimità della giostra e dello scivolo) e, soprattutto, alcune abitazioni in via Europa e via Palabione alla luce del fatto che i campi agiscono ad ombrello, dunque sotto l’antenna – dove si trova l’asilo – paradossalmente non vi sono rischi. In ogni caso i valori rilevati sono ben sotto al valore di attenzione di 6 volt su metro, fatto eccetto per un caso in cui si è registrato 1,2 V/m, ma comunque irrilevante rispetto al limite previsto. Quindi dalle misurazioni effettuate emerge che l’intensità del campo elettrico è ampiamente inferiore ai limiti di esposizione ed al valore di attenzione vigenti, con valori prossimi alla soglia di rilevabilità strumentale. Cioè, quasi quasi si faceva fatica addirittura a rilevare i dati, tanto erano infimi.
A questo punto il capitolo è chiuso. Nessun pericolo corrono i bambini, le insegnanti, il personale dell’asilo e gli abitanti nelle zone limitrofe all’antenna. I casi di malattie concentrate in quel luogo paiono essere, purtroppo, soltanto una coincidenza.
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